Cosa vedere a Bronte, città del Pistacchio?
bronte e dintorni

Se ti trovi in Sicilia per un viaggio di uno o più giorni, vieni con me alla scoperta di questo piccolo comune in provincia di Catania e dei suoi dintorni!

 

Situato ai piedi dell’Etna, all’interno di un territorio che ricade sia nel Parco dell’Etna che nel Parco dei Nebrodi, Bronte è una tappa immancabile del tuo viaggio in giro per la Sicilia! Con una popolazione che ammonta a poco più di 18mila abitanti, Bronte è famosissima in tutto il mondo non solo per i suoi paesaggi e per i suoi monumenti, ma anche e soprattutto per il prodotto che ne rappresenta l’identità.

Sto parlando del Pistacchio Verde di Bronte DOP, simbolo della città. Bronte sorge ad un’altezza compresa tra i 300 e i 900 metri sopra il livello del mare e ciò che la rende unica, è il suo terreno. In tutta la zona di Bronte e dintorni, infatti, potrai trovare distese di terreno lavico che, grazie ai suoi ricchi sali minerali, permettono al pistacchio di trovare la sua massima espressione!

Il Pistacchio Verde di Bronte, un prodotto a marchio DOP e Presidio Slow Food, ha caratteristiche uniche e inimitabili proprio grazie al terreno su cui cresce. È anche grazie al clima, con temperature annuali che variano dai 6° C ai 29° C, che si ottiene un prodotto di altissima qualità. Bronte rappresenta dunque una meta irrinunciabile per chi è un appassionato di pistacchio!

 

 

Circondata da paesaggi boschivi, zone fluviali, laghi e cascate, Bronte è anche una cittadina particolarmente adatta agli amanti della natura. Le pendici dell’Etna sono a due passi dal centro storico, mentre, per i meno temerari, sarà possibile visitare le colline di origine lavica che la circondano. La città è collegata alle montagne da percorsi e strade, il che renderà particolarmente comode le tue camminate di trekking!

Se preferisci circondarti di cultura e storia, di arte o folclore cittadino, Bronte è pronta a non deludere neanche te! Ricca di luoghi d’interesse da visitare e conoscere, la cittadina catanese è un luogo ideale per una passeggiata alla scoperta dei monumenti e delle chiese che ne sono il volto.

Se anche tu sei una di quelle persone che, sempre più attratte dalla bellezza e dall’unicità di località come Bronte ha deciso di trascorrere qui del tempo, vieni con me alla scoperta di tutti i suoi segreti!

 

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Cosa vedere a Bronte
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Il centro storico di Bronte, caratterizzato dalla forte influenza araba, si compone di strette vie, slarghi e scalinate. La dominazione araba in Sicilia, iniziata con lo sbarco a Mazara nell’anno 827 e terminata nel 1091 con la caduta di Noto, ha lasciato un’impronta indelebile e facilmente riscontrabile nella struttura urbanistica delle zone più antiche della città. È qui che sorgono alcuni tra i più importanti monumenti storici di Bronte.

 

1. Vicoli e Catoio di Bronte

catoio di bronte
Flickr, LeDave

 

I vicoli di Bronte non possono non lasciarti affascinato dal loro stile unico e pittoresco, arricchito da diversi beni culturali, tra cui il Catoio. In dialetto “U Catoiu”, è situato in Via Madonna di Loreto. Si tratta di un sottopassaggio di epoca araba. Veniva utilizzato dai brontesi durante le incursioni da parte dei banditi per riunirsi e proteggersi all’interno delle abitazioni presenti nel cortile a cui conduce.

Visitando questo luogo storico ti sarà possibile ammirare sulla parete una scultura votiva dedicata alla Madonna di Loreto che prende il nome dalla via in cui si trova. Altre mura sono invece state decorate durante epoche più recenti da alcuni artisti locali con rappresentazioni di alcuni momenti di vita dell’Isola, tra cui i moti rivoluzionari del 1860. Il Catoio, trovandosi all’interno del centro storico della città, è raggiungibile solamente a piedi.

 

2. Real Collegio Capizzi e la sua biblioteca

A pochissimi passi dalla tappa precedente, potrai trovare questo celebre palazzo nato nel 1778 dalla perseveranza e dalla passione del suo fondatore. Eustachio Ignazio Capizzi è stato il sacerdote che ha fortemente desiderato e realizzato questo complesso di scuole e collegi per fronteggiare la necessità dei giovani ragazzi di doversi allontanare dalla loro città per proseguire gli studi. “A Dio la gloria, al prossimo il vantaggio, per me il sacrificio” diceva sempre. Il riferimento a quanto dovette fare lui anni prima è molto chiaro.

Il collegio, simbolo della storia e dell’identità socioculturale della Bronte del XVIII secolo, nasce conseguentemente ai crescenti moti di diffusione culturale che quegli anni hanno rappresentato per la Sicilia. La biblioteca del complesso raccoglie in un unico luogo, quasi tutte le opere letterarie dell’epoca. Veniva aggiornata in modo sistematico e frequente per far sì che a Bronte non mancasse mai una forte identità culturale. Situato in Piazza Spedalieri, l’istituto ha riaperto le proprie porte al pubblico dopo quasi mezzo secolo.

 

3. Chiesa del Sacro Cuore

Costruita a cavallo tra il primo e il secondo decennio del 1900, si trova attaccata al Real Collegio Capizzi. Ti sarà possibile notare che il suo scopo è quello di separare la parte antica e artistica del Collegio da quella più moderna e risalente ai primi del Novecento. La chiesa è raggiungibile anche in auto da Via Umberto, con possibilità di parcheggio lungo il corso. L’ingresso è libero e a titolo gratuito.

 

4. Chiesa Madre della Santissima Trinità

bronte
Flickr, Luigi Strano – Cupola SS. Tinitàjpg

 

L’edificio nasce tra il 1505 e il 1579 grazie alla fusione di due diverse costruzioni, la Chiesa di Santa Maria e la Chiesa della Trinità. L’unione di queste due chiese ha dato origine all’edificio religioso più grande di Bronte. Molto apprezzata dai visitatori, si è arricchita, abbellita e impreziosita nei secoli grazie alle donazioni compiute da mecenati, pastori, contadini e cittadini della zona.

 

5. Santuario dell’Annunziata

Situato in Piazza Antonio Gagini e dall’ingresso libero, è stato costruito durante tutto il 1500. All’interno potrai ammirare la statua della Madonna Annunziata, opera del maestro scultore Antonio Gagini. Secondo miti popolari, questa protegge i brontesi dalle eruzioni dell’Etna. Una leggenda narra di come la statua, inizialmente rivolta con le spalle al vulcano, cambiasse posizione porgendo il volto verso di esso nonostante i fedeli la riposizionavano invano al proprio posto. Si suppose che quel continuo ruotare verso il vulcano, indicasse ai cittadini che erano al sicuro dalle eruzioni del Mungibeddu. È così che i siciliani chiamano l’Etna!

Accanto alla statua di cui ti ho appena parlato, potrai trovarne un’altra, quella di un angelo con un’ala distrutta. Una curiosità: la sua ala fu distrutta dal Gagini stesso. Lui aveva commissionato questa scultura ad un suo allievo. Questo allievo creò una statua così bella ed espressiva, da causare l’invidia del maestro, che la danneggiò irreparabilmente in preda alla gelosia.

 

6. Castello di Nelson-Chiesa di Santa Maria di Maniace

cosa vedere a bronte
Flickr, Luigi Strano

 

Al confine tra i territori brontesi e quelli della vicina Maniace, nella cosiddetta Ducea di Nelson, puoi visitare l’Abbazia di Santa Maria di Maniace, impropriamente chiamata Castello di Nelson. Della struttura originale del XII secolo resta ben poco. Numerose ristrutturazioni furono effettuate dai discendenti di Nelson per adattarla ai loro scopi abitativi, prima che venisse ceduto al comune di Bronte. Questi, infatti, hanno vissuto qui le loro vacanze estive dal 1836 fino al 1981. A 13 km dal centro di Bronte, questa è una delle molte tenute siciliane donate a Nelson da Re Ferdinando di Borbone per aver stroncato la rivoluzione napoletana nel 1799.

 

7. Castello di Torremuzza

Nella Valle di Bolo fra Bronte e Troina, puoi ammirare il pittoresco Castello di Torremuzza risalente al VI-VII secolo. Il nome nasce dalla torre del castello, mozzata in due a causa di un fulmine. Sorge su uno sperone di roccia calcarea che cade a strapiombo sull’ansa di un fiume. Accessibile quindi solamente da uno dei quattro lati, il castello è protetto in modo del tutto naturale.

Il casale che si formò nei secoli attorno al castello, come da volontà dell’Imperatore Carlo V, nell’anno 1535 si riunì con gli altri della zona dando origine alla città di Bronte. Il castello è visitabile con un’ora e mezza di camminata se si lascia l’auto lungo la SP165 (da Bronte) o lungo la SS120 (da Randazzo). Con una jeep, però, potrai avvicinarvi abbastanza da dover camminare solo qualche centinaio di metri per raggiungerlo.

 

8. Museo del carretto siciliano

Quale omaggio alla Sicilia migliore può esserci di una visita in un museo di carretti siciliani? Il Museo del carretto siciliano di Bronte, visitabile gratuitamente ma solo su prenotazione a circa 5 minuti di auto dal centro città, raccoglie oltre 300 pezzi di storia. Simboli identitari dell’Isola, i carretti siciliani sono mezzi di trasporto tradizionali utilizzati fino al XIX secolo su tutto il territorio. Il carretto siciliano si distingue per via dei moltissimi intagli nel legno e dalle altrettante decorazioni dai colori sgargianti che lo rendono unico. Non portai non innamorartene!

 

Cosa fare a Bronte e dintorni?
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Bronte e i suoi dintorni hanno molto da offrire ai visitatori. Sono moltissime le attività che potrai svolgere qui, a partire dalla visita ai confinanti borghi etnei come Paternò, con i suoi 45mila abitanti, Nicolosi con i suoi 8mila abitanti, Biancavilla, Maletto, Andrano e altri ancora.

Potrai cimentarti in attività fotografiche grazie agli splendidi paesaggi che la zona di Bronte e dintorni ti dona, oppure portai più semplicemente dedicarti al totale relax offerto dagli agriturismi con piscina presenti sul territorio. Non ti basta? Sei fortunato perché non finisce qui! Bronte si caratterizza principalmente, oltre che per la cultura, per la sua rinomata enogastronomia locale, per gli sport a contatto con la natura che offre, e per il suo stretto legame con la letteratura.

 

1. Enogastronomia locale

pistacchio albero

 

Il protagonista indiscusso è il Pistacchio Verde di Bronte DOP. Un prodotto DOP è un prodotto caratterizzato da un marchio di qualità che ne garantisce l’origine, la tipicità e lo stretto legame con il territorio in ogni fase della sua vita…dalla terra alla tavola.

Questo pistacchio è anche un prodotto Presidio Slow Food. Si tratta di una comunità di persone che, legate alla Fondazione Slow Food, si occupa di tramandare le tecniche di produzione e i metodi di allevamento/coltura di alcuni prodotti. Lo scopo è quello di preservarli e tutelarli. Una specie di WWF del cibo!

Il Pistacchio di Bronte ha dimensioni simili a quelle di un’oliva e presenta una pellicina esterna rosso rubino. La raccolta viene effettuata ogni due anni. Il colore è verde smeraldo, mentre aroma e sapore sono caratteristici, spiccatamente aromatici e tendenti al dolce. Il Pistacchio Verde di Bronte DOP nasce dal perfetto mix tra clima ideale e terra di origine lavica. I 2600 ettari di terreno adibiti alla sua coltivazione rappresentano un ambiente di crescita unico! La produzione supera i 30mila quintali ogni due anni per un valore complessivo di 15 milioni di euro.

Molto ricercati sono anche gli eccezionali tipi di olio d’oliva che godono dei benefici dati dal terreno lavico su cui sorge Bronte. Parlando di vini, un prodotto tipico di questa zona è il Nerello dell’Etna. Come per il pistacchio e per gli olii, ha caratteristiche uniche grazie all’unicità del terreno su cui crescono le piante di vite nerello mascalese con cui è prodotto. La città di Bronte è però famosa anche per il fico d’india e per i prodotti ittici della zona. A questo punto, non posso non augurarti buon appetito!

 

2. Sport e natura

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Flickr, Luigi Strano

 

Se ami lo sport in mezzo alla natura, ti sarà possibile effettuare trekking sulle pendici dell’Etna per dirigerti verso il Rifugio Piano dei Grilli, o magari, potrai scegliere di effettuare un’escursione presso le Forre del Simeto o il Bosco dei Centorbi. Se sei più tipo da inverno e neve invece, potrai fare dello sci o dello snowboarding ammesso che tu sia qui durante le stagioni invernali!

 

3. Letteratura

Se sei amante della letteratura, non puoi non sapere come questo territorio sia strettamente legato alla vita delle sorelle Brönte. Il loro cognome sembra aver origine proprio da qui. Il padre era un così grande ammiratore dell’Ammiraglio Nelson (insignito del titolo di Duca di Bronte), che decise di cambiare il proprio cognome in suo onore. Sono altri invece gli autori che resero la città di Bronte, l’ambientazione o il soggetto dei loro racconti e delle loro opere. Ne sono un esempio Giovanni Verga e il poeta scozzese William Sharp.

 

4. Eventi importanti

La Sagra del Pistacchio generalmente si svolge in autunno. È qui che potrai provare moltissimi prodotti tipici locali che hanno come ingrediente base il Pistacchio. Un’esperienza unica per assaporare questo meraviglioso prodotto direttamente nel luogo in cui nasce. Altri eventi immancabili sono le feste patronali. La prima è la Festa di San Biagio che si tiene a febbraio. Il Santo viene celebrato anche in agosto, ma solo se la sua festa non coincide con quella in onore della Madonna Annunziata.

 

Come arrivare a Bronte
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Flickr, Christian Wenger

 

Potrai arrivare a Bronte in molti modi. Il primo è quello che prevede l’uso di un’auto. Se non sei siciliano o non hai parenti qui che possono prestartene una, dovrai noleggiarla o imbarcare la tua qualora volessi arrivare sull’isola con una nave. Le possibili alternative sono l’utilizzo di mezzi pubblici come i treni (ti consiglio un giro sulla Circumetnea) o i bus. Bronte è raggiungibile, inoltre, con un viaggio in aereo con partenza da Catania.

Ora che sai a Bronte cosa vedere, non ti resta che prenotare la tua vacanza in Sicilia! 😉

Foto copertina BuonoDelTesoro

L’autore

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Daniele Centra
Ciao, sono Daniele! Laureando presso la facoltà di Scienze e Culture Enogastronomiche di Roma Tre, mi sto specializzando in tutto ciò che riguarda il food, il wine e la comunicazione scientifica al pubblico di questi splendidi mondi. Vieni con me alla scoperta di tutto ciò che l'Italia ha da offrire!

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