A Reggio Emilia cosa vedere e cosa fare in città e nei suoi dintorni?
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Scopri cosa fare e cosa vedere a Reggio Emilia, la città d’arte della Bassa Padana. Ti portiamo in giro tra chiostri, piazze, palazzi e opere contemporanee… senza dimenticare le rinomate specialità gastronomiche emiliane.

 

Reggio Emilia si trova nella Pianura Padana, a circa 50 km da Bologna, sulla Via Emilia. La città è una tra le più famose e amate in Emilia Romagna, che si lascia girare a piedi tra chiostri, piazze, palazzi, botteghe artigianali e ristoranti di cucina tipica.

Vicina ad altre località famose, come Bologna, Modena, Parma, Mantova, tanto per citarne alcune, è anche un ottimo punto di partenza per “andare oltre le sue mura”. E infatti, dedichiamo un intero paragrafo a cosa vedere vicino a Reggio Emilia.

 

 

 

Questa città vanta anche alcuni primati storici, che hanno reso famosa l’Italia in tutto il mondo. A Reggio Emilia, e nei suoi pressi (a Scandiano) sono nati i due letterati del Rinascimento, Ludovico Ariosto e Matteo Maria Boiardo, ai quali è intitolato il Parco Culturale dell’Ariosto e del Boiardo.

Anche il celebre fotografo Luigi Ghirri è reggiano, nonché ispiratore del Festival della Fotografia Europea, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Magnani e il Comune di Reggio Emilia. L’evento è noto in tutto il mondo per attirare tantissimi appassionati del genere.

Conosciuta come “Città del Tricolore”, Reggio Emilia viene ricordata per aver dato i natali anche alla bandiera nazionale, nel 1797. E anche un’altra importante nascita è avvenuta qui, che rappresenta uno dei simboli dell’eccellenza italiana nel mondo, la nascita della casa di moda Max Mara.

Infine, Reggio Emilia è una splendida cittadina da visitare per le sue attrazioni artistiche e culturali. E noi siamo pronti per fartela scoprire in tutti i suoi angoli, partendo dal centro storico, tra arte, cultura, escursioni e specialità enogastronomiche. Chi vuole dedicare più tempo alla scoperta del territorio, può seguire gli itinerari fuori città.

 

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Cosa vedere a Reggio Emilia
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Le nostre guide sono pratiche, complete di dettagli utili e facili da seguire. In questa guida su cosa vedere a Reggio Emilia ci concentriamo sulle maggiori attrazioni del centro storico, un perimetro non troppo grande che si gira a piedi anche in una giornata o poco più.

Vai alla fine dell’articolo per scoprire subito come arrivare a Reggio Emilia e/o dove parcheggiare gratis e a pagamento.

 

Le Piazze

Le piazze sono i punti di ritrovo e di aggregazione, i palcoscenici della vita cittadina dove passano turisti e visitatori. Sono anche spesso i luoghi dove si affacciano i più importanti edifici civili e/o religiosi, le grandi fontane con le statue o i giochi d’acqua, i locali e i caffè dove fermarsi per una pausa e assaggiare qualche specialità locale.

 

Piazza Martiri del 7 Luglio

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flickr, sandromars

 

Una piazza simbolo di Reggio Emilia, Piazza Martiri del 7 Luglio resta nella memoria per gli eventi accaduti nel 1960, quando persero la vita cinque operai reggiani durante una manifestazione sindacale.

Sulla piazza si affacciano il Teatro Municipale Romolo Valli, il monumento ai Caduti di tutte le guerre, la Banca d’Italia, l’Isolato San Rocco e la Chiesa di San Francesco.

 

Piazza della Vittoria

Contigua alla Piazza dei Martiri si trova Piazza della Vittoria, dove vedere alcuni importanti monumenti e musei:

  • Palazzo dei Musei
  • Galleria Parmeggiani
  • il Monumento alla Resistenza e quello dedicato ai Caduti della Prima guerra mondiale
  • il Parco del Popolo, storico parco nel cuore del centro cittadino che racchiude i giardini pubblici di Reggio Emilia (conosciuti anche come Parco del Popolo), nell’area in cui un tempo si trovava l’antica Cittadella gonzaghesca (1338), nell’antico quartiere San Nazario. Nel parco si trovano sculture, steli, monumenti e fontane di epoche diverse e un enorme cedro del Libano conosciuto anche come “cedro dell’elefantino”.

 

Piazza Fontanesi

Una delle piazze più caratteristiche del centro storico, detta anche “la parigina”, è Piazza Fontanesi, alberata e con portici antichissimi che fanno da sfondo a edifici storici, locali, salumerie, botteghe artigianali e di antiquariato. Qui ogni sabato mattina sfilano i banchi del mercato contadino a chilometro zero e ogni sera.

 

“Piazza del Monte” ora Piazza Cesare Battisti

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flickr, sandromars

 

Piazza Cesare Battisti è una piccola piazza dove affacciano diversi edifici:

  • Palazzo del Capitano del Popolo (1280)
  • Palazzo del Monte di Pietà, fino ai primi decenni del ‘400 sede dell’antico Comune della città, con la Torre che svetta alta, realizzata da tale Giampaolo Raineri
  • Palazzo Bussetti (1657), residenza dell’antica famiglia Bussetti, commercianti di seta.

Da Piazza Cesare Battisti parte il percorso che entra nella Via Emilia e prosegue lungo i portici passando per Via Roma. In questo punto ci troviamo nel “gromae locus”, ovvero il punto in cui tutto ha avuto inizio, ovvero la costruzione della città, tra il 187 e il 185 a.C. La groma era l’asta di legno che i romani conficcavano nel terreno per tracciare le linee dei nuovi insediamenti appartenenti all’Impero.

 

Piazza Prampolini

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flickr, Lorenzo Gaudenzi

 

Questa è la piazza principale della città, anche detta Piazza Grande, dedicata al politico e deputato socialista reggiano, Camillo Prampolini.

Anche su questa affacciano importanti edifici:

  • il Battistero
  • il Palazzo Vescovile
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruzione romana edificata intorno all’857
  • il Palazzo dei Canonici
  • il Palazzo del Comune, sede Municipale dal 1434 che ospita la Sala del Tricolore da visitare durante gli orari di apertura (ingresso gratuito). Adiacente alla Sala si trova il Museo del Tricolore, dove scoprire la storia della bandiera italiana.
  • Torre del Bordello (1500), il punto più alto del centro storico con 51 metri d’altezza
  • il Battistero, ovvero la Chiesa di S. Giovanni Battista (XII secolo)
  • il Palazzo delle Notarie
  • il Palazzo del Podestà (XII secolo), con la Torre dell’Orologio (1216) alta 47 metri e con 3 campane: il Campanoun (o Forcarola), il Bariloun e la Céca. Le due campane più piccole hanno lo stemma Estense. La campana più grande si chiama “Forcarola” perché suonava per avvisare dei condannati alla forca.
  • Fontana del Crostolo: la statua troneggia su un lato della piazza e personifica il torrente cittadino (il Crostolo), un tempo ospitata nel Palazzo ducale di Rivalta.

 

Piazza San Prospero detta Piazza Piccola (Piasa Céca o “Piazza Piccola”)

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flickr, sergio barbieri

 

A Reggio Emilia da vedere Piazza Prampolini, collegata a Piazza San Prospero da Vicolo Broletto (1488). Vicolo Broletto è un portico con un passaggio cosiddetto “sotto Broletto”. In origine era il cimitero del Duomo, poi divenne l’orto dei canonici. Oggi lungo questo percorso si trovano botteghe e locali, l’antico loggiato dei canonici e l’accesso meridionale alla Cattedrale.

Al termine del Broletto ci si trova di fronte la Basilica di San Prospero, antica Chiesa consacrata nel 997 dedicata al Vescovo Prospero poi diventato Santo protettore della città, le cui spoglie sono ospitate sotto l’altare maggiore. All’interno, un ciclo di affreschi sul Giudizio Universale, il coro in legno con pregiate tarsie e lavorazioni a intaglio. Nella quinta cappella destra si trova la copia del Boulanger de “La Notte”, famoso capolavoro del Correggio, ora esposta a Dresda.

 

I Musei

Tra le cose da vedere a Reggio Emilia, i suoi musei più importanti: un’occasione per vedere la città dalla prospettiva artistica e culturale. Si parte!

 

Palazzo dei Musei

Il Palazzo dei Musei è il principale museo di Reggio Emilia. Al suo interno si trovano le collezioni scientifiche di Lazzaro Spallanzani, le raccolte di zoologia del barone Raimondo Franchetti, le collezioni di anatomia, etnografia e il portico dei marmi romani, con una speciale sezione dedicata alla Regium Lepidi (città romana di Reggio Emilia fondata dal console romano Marco Emilio Lepido all’inizio del II sec. a.C.).

 

Museo del Tricolore

Da visitare per i curiosi di conoscere la storia della bandiera nazionale, il Museo del Tricolore, allestito all’interno del Palazzo del Comune, nei locali di fronte alla Sala del Tricolore. Qui ci si può godere il racconto della storia della bandiera, dai moti del 1820 – 21 alla definitiva conquista dell’indipendenza e dell’unità. Ingresso gratuito.

 

Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano di Reggio Emilia-Guastalla si trova all’interno del Palazzo Vescovile Estense. Tre sale sono visitabili e organizzate secondo un preciso percorso espositivo che narra la storia della Chiesa attraverso le strutture ecclesiastiche del territorio. Da visitare gli interni per gli affreschi, per le pavimentazioni romane e per le opere d’arte che vanno dal Medioevo al Rinascimento, al Barocco.

Ingresso gratuito.

 

Galleria Parmeggiani

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flickr, IAT Reggio emilia

 

La Galleria Parmeggiani raccoglie la collezione d’arte di Luigi Parmeggiani al piano terra del Palazzo Vescovile, un edificio in stile gotico-rinascimentale (1925-1928) nato dal progetto dell’ingegnere reggiano Ascanio Ferrari. L’itinerario museale si sviluppa in cinque sezioni espositive distribuite su due livelli, che presentano opere e suppellettile liturgica, dal IV XXI secolo.

Ingresso gratuito.

 

Museo della Storia della Psichiatria

Al Museo della Storia della Psichiatria è possibile vedere strumenti, documenti e materiali che hanno fatto la storia della psichiatria in Italia. La collezione del Museo è stata istituita dal direttore Carlo Livi nel 1875.

Ingresso gratuito.

 

Palazzo Becchi-Magnani – Fondazione Palazzo Magnani

Il Palazzo fa parlare di sé già dal 1608. L’edificio residenziale in stile neoclassico venne costruito nella seconda metà del XVI secolo dai conti Becchi come sede di rappresentanza della famiglia. Nel corso degli anni passa di proprietà in proprietà, fintantoché non diventa sede espositiva di mostre.

Luigi Magnani vende il palazzo – sua “residenza di città” – alla Provincia di Reggio Emilia per trasformarla in sede espositiva. Nel 2010 diventa la Fondazione Palazzo Magnani.

 

Palazzo da Mosto

palazzo da mosto
flickr, Alessandra

 

Un altro edificio da visitare è Palazzo da Mosto del ‘400, fatto costruire da Francesco da Mosto, che da residenza lo trasformò in “palatium”. Nel 1857 Pietro Manodori, ai tempi sindaco di Reggio, rilevò il palazzo per aprirvi un asilo infantile gratuito e aperto a tutti. All’interno sono custoditi gli antichi cassettoni lignei dipinti e le decorazioni pittoriche originali.

 

Spazio Gerra

Nasce dal progetto di Anna Maria Ternelli che ha dedicato lo spazio culturale nell’ex-albergo Cairoli al marito artista Marco Gerra. Spazio poi donato al Comune di Reggio Emilia. L’edificio si sviluppa su tre livelli espositivi dove si svolgono mostre di arte contemporanea, fotografia, design e architettura.

 

I Chiostri di San Pietro, complesso monumentale

chiostri di san pietro
flickr, Silvia Perucchetti

 

Da visitare a Reggio Emilia i chiostri di San Pietro vicino all’omonima Chiesa, oggi luogo dedicato alla cultura e all’arte, dove si organizzano mostre ed eventi.

I chiostri sono parte di un complesso monastico del XVI secolo, un ex Monastero appartenuto un tempo ai Monaci Benedettini che officiavano nella Chiesa contigua. La costruzione del convento inizia nel 16° secolo. Il complesso monastico, tra orti e cortili, occupava una vasta area che andava dalla via Emilia fino alle mura.

Il convento nacque attorno a due chiostri: uno piccolo e uno più grande. Il chiostro piccolo risale alla prima metà del ‘500, mentre il chiostro grande è stato realizzato verso la fine del secolo: essenziale e semplice il primo, imponente e decorato il secondo. Nel Chiostro piccolo sono visibili alcuni dipinti. Il Chiostro grande ha una struttura imponente con le facciate decorate con statue e finestre.

I chiostri sono passati di proprietà del comune di Reggio Emilia. Oggi ospitano mostre e manifestazioni. L’ingresso è gratuito.

 

Ex Convento di San Domenico, detto anche “degli Stalloni”

Antico complesso conventuale costruito nella prima metà del ‘200 comprende la Chiesa di S. Domenico e i chiostri, uno più ampio e uno più piccolo, oltre a un cortile e un piccolo parco.

Nel corso del XV secolo vennero ampliate la chiesa e il convento che, nel ‘500, divenne sede del Tribunale dell’Inquisizione e di una sezione carceraria. Alle fine del ‘900 il complesso dei chiostri fu restaurato e trasformato in polo culturale sede dell’Istituto Musicale Achille Peri, del Polo archivistico, e dell’Istituto Storico della Resistenza. Dal 2005, il Chiostro Piccolo ospita l’opera “Less Than” di Robert Morris.

 

Biblioteca Panizzi

La Biblioteca Panizzi è la principale biblioteca pubblica cittadina, istituita nel 1798 come Libreria Nazionale, mentre dal 1864 entra in Palazzo San Giorgio, nel centro della città, intitolata ad Antonio Panizzi, bibliotecario e patriota italiano nato a Brescello di Reggio Emilia e direttore della biblioteca del British Museum dal 1856 al 1866.

All’interno della Biblioteca si trova l’opera “Whirls and Twirls 1”, che porta la firma dell’americano Sol LeWitt. L’opera è un wall drawing variopinto che si estende per tutta la volta della Sala di Lettura.

Il wall drawing (disegno murale) è un tipo di opera d’arte realizzata sulle pareti di un ambiente, generalmente utilizzando colori e/o materiali specifici.

Questo tipo di arte è stato sviluppato negli anni ’60 da artisti come Sol LeWitt e Richard Serra, che volevano innovare le tradizionali forme d’arte.

 

Teatri di Reggio Emilia

Nella Cittadella si trova il Teatro Municipale Valli, il teatro più importante di Reggio Emilia costruito tra il 1852 e il 1857. Nato come Teatro d’Opera, al momento ospita eventi di musica lirica e classica, balletto e danza, prosa. Al suo interno, si trovano una biblioteca e una discoteca aperte al pubblico.

L’altro, il Teatro Ariosto (1740-1741) in Piazza Martiri del 7 Luglio, è quello dedicato a Ludovico Ariosto, il poeta nato a Reggio Emilia nel 1474, adibito alle rappresentazioni di prosa. Un tempo detto il “Teatro della Cittadella” perché si trovava nell’antico baluardo difensivo voluto dai Gonzaga (alla fine del 1339) durante il loro dominio a Reggio Emilia.

Chi ha modo di entrare nel teatro, ne può osservare gli affreschi di gusto tardo liberty raffiguranti episodi dell’Orlando Furioso, e il grande sipario raffigurante il Poeta Ludovico Ariosto che declama circondato da umanisti e letterati.

 

Collezione Maramotti

Uno spazio espositivo voluto da Achille Maramotti ricavato da un vecchio edificio industriale nella sede dove, dagli anni ‘50 al 2003, si producevano i capi d’alta moda Max Mara.

La Collezione Maramotti è una collezione d’arte privata che ospita oltre duecento opere tra dipinti, sculture e installazioni di artisti italiani e internazionali dal 1945 a oggi, da Francis Bacon a Basquiat, passando per Burri, Fontana, Kounellis e moltissimi altri. La collezione permanente è visitabile solo su prenotazione.

L’accesso alle mostre temporanee è libero.

 

Stazione Medio Padana di Calatrava e i tre Ponti di Calatrava

Santiago da Calatrava, architetto, ingegnere e scultore spagnolo naturalizzato svizzero, è il fautore dell’opera di architettura contemporanea, la Stazione Mediopadana, l’unica fermata lungo la linea Alta Velocità tra Bologna e Milano, progettata per servire la parte centrale della Pianura Padana (Mediopadana). La fermata si trova a circa 4 km dal centro storico.

Anche i tre cavalcavia in acciaio bianco sono figli d’arte e dello stesso artista, e fanno parte dello stesso progetto di riqualificazione dell’area urbana che ospita la Stazione AV Mediopadana.

 

Basilica della Beata Vergine della Ghiara e Chiostro della Ghiara

Da visitare a Reggio Emilia, la Basilica della Madonna della Ghiara, uno tra i santuari mariani più importanti d’Italia, nato dalla fede e devozione verso la beata Vergine Maria per i benefici ricevuti dai reggiani.

La Basilica è un esemplare di architettura in stile barocco emiliano al cui interno ospita opere d’arte importanti, statue, bassorilievi, dal ciclo di affreschi sulle figure femminili dell’Antico Testamento alle pale d’altare dei più celebri artisti del ‘600 emiliano: Ludovico Carracci, Gianfrancesco Barbieri (il Guercino), Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Carlo Bonomi e Luca Ferrari.

A fianco della Basilica si trova il Chiostro dei Servi della Basilica della Beata Vergine della Ghiara, aperto in occasione di mostre ed eventi correlati alla Giareda, sagra della Madonna della Ghiara che si svolge a settembre.

 

Cosa vedere nei dintorni di Reggio Emilia
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Da vedere nelle vicinanze di Reggio Emilia, nel comune di Castelnovo ne’ Monti, la Pietra di Bismantova. Il massiccio roccioso, formatosi circa 15 milioni di anni fa, è alto 1041 metri ed è considerato la montagna sacra, tra i luoghi più famosi del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, decantato perfino da personaggi come Dante. Oggi la Pietra è una meta gettonata da chi ama fare arrampicate ed escursioni, nonché dai visitatori in viaggio per i pellegrinaggi.

Tutti comunque accomunati da un unico destino: trovarsi di fronte lo splendido panorama che ci si gode arrivati in cima.

A circa 15 km da Reggio Emilia, a quasi 25 minuti, si trova Scandiano, la città che Carducci chiamò “terra di sapienti e di poeti”. Qui sono nati, tra gli altri, Matteo Maria Boiardo e Lazzaro Spallanzani scienziato naturalista. Tra le cose da vedere a Scandiano, la Rocca dei Boiardo, la Torre civica o dell’Orologio, Piazza Fiume.

A circa 38 km di distanza da Reggio Emilia, nella frazione del comune di Canossa, si trova Vedriano, il piccolo borgo medievale incastonato nelle alte colline reggiane. Vedriano è un museo a cielo aperto per le sue meravigliose opere di street art, murales e dipinti.

 

vedriano
flickr, 108 is NIHIL

 

Parte del comune di Canossa in provincia di Reggio Emilia, da Vedriano si può partire per un giro nei dintorni di Canossa, nelle famose terre matildiche dove, tra le altre cose, si può visitare il famoso Castello.

A 24 minuti da Reggio Emilia si trova Campegine, altro piccolo paese al confine con Parma, dove si possono ammirare alcuni murales rimasti nella storia dell’arte urbana.

Nella frazione di Rivalta, da vedere i resti della Reggia e il giardino di Rivalta, un luogo straordinario, da non perdere. Il palazzo storico di origine Estense risale al XVII secolo, costruito per Francesco III d’Este e Carlotta d’Orléans.

A circa 26 km da Reggio Emilia si trova il Borgo di Gualtieri definito la “piccola capitale rinascimentale” per il suo patrimonio artistico e culturale, nonché inserito anche tra i Borghi più Belli d’Italia. Da visitare qui tra le altre cose, i palazzi dei Bentivoglio, le piazze e i musei tra cui quello con le opere del grande pittore Antonio Ligabue, e poi le chiese medievali e barocche che popolano il piccolo borgo.

Da Reggio Emilia si può partire per gite di una giornata, alla volta di importanti città famose che vale la pena visitare. A 36 minuti, si può raggiungere Modena, a 42 minuti, Parma, a circa un’ora si trovano Bologna e Mantova, quest’ultima famosa città lombarda.

 

Cosa fare a Reggio Emilia
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Se hai tempo, puoi dedicare la vacanza anche ad attività tra sport, natura, shopping, degustazioni. Tenendo conto anche del divertimento per i bambini.

 

Shopping per le vie del centro

Lungo le vie del centro storico si trovano alcune botteghe artigiane con i prodotti tipici locali, studi d’arte e laboratori di restauro che fanno parte dell’Associazione Mestieri d’Arte.

 

Escursioni

Tanti i sentieri che attraversano la provincia Reggiana e che si possono percorrere anche in bici, tra questi:

  • il Sentiero Spallanzani (125 km) ripercorre i luoghi visitati e descritti dallo scienziato scandianese del 1700
  • il Sentiero dei Ducati (160 km) attraversa gli antichi confini ducali e si snoda nella Val d’Enza attraverso il passo del Lagastrello
  • la Via Matildica del Volto Santo (circa 285 km) ripercorre i luoghi della Gran Contessa Matilde di Canossa da Mantova fino a Lucca, passando per Reggio Emilia.

Reggio Emilia è anche la città più ciclabile d’Italia, con una rete di oltre 190 km di ciclovie.

 

Cosa fare a Reggio Emilia con i bambini?

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flickr, angelo trinca – Oasi WWF di Marmirolo

 

Con i bambini si possono visitare alcuni parchi, tra cui il parco avventura Cerwood, il più grande d’Italia, il Parco delle Caprette, l’Oasi WWF di Marmirolo.

Da notare, poi, che dislocate nel territorio ci sono anche le grandi panchine panoramiche, le tre panchine giganti del circuito Big Bench in Appennino reggiano. Una di queste si trova a Baiso, sulla cima del poggio chiamato “La Balota”.

 

I Castelli

Da non dimenticare il sistema di castelli medievali e fortificazioni nel contesto dell’Appennino Reggiano e in quello storico della contessa Matilde di Canossa, che qui aveva costruito il centro politico e militare del suo feudo. Partendo da Reggio Emilia, si possono percorrere itinerari collinari che portano alla scoperta dei castelli.

 

Cosa mangiare e bere di tipico a Reggio Emilia
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flickr, cindystarblog

 

Impossibile lasciare Reggio Emilia senza aver assaggiato alcune delle sue specialità. Consigliamo di farlo con un aperitivo serale, magari nel centro storico, dopo le visite alle attrazioni della città, oppure con un pranzo o una cena in un locale tipico.

I prodotti tipici del territorio sono i salumi, il Parmigiano Reggiano, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, l’olio extravergine di oliva, il vino. La provincia di Reggio Emilia è la terra del Lambrusco, il vitigno principale in quest’area. I Colli di Scandiano e Canossa sono famosi per la qualità dei vini che vi si producono.

 

Tra i piatti tipici della tavola reggiana:

  • panèda, zuppa di pane
  • cappelletti reggiani o caplèt
  • gnocco fritto
  • casagai o cazagai
  • buricco, raviolo ripieno di carne tritata
  • hannin (tagliolini all’uovo)
  • coniglio alla Reggiana, stracotto di coniglio
  • polpettone di pollo e tacchino
  • valigiani reggiani sono involtini di carne e formaggio
  • erbazzone, torta salata farcita con spinaci, bietole, ricotta, cipolle e Parmigiano Reggiano
  • chizze al formaggio
  • spongata
  • brasadela
  • torta di riso
  • biscione.

 

Itinerari per degustazioni

Per assaggiare le specialità enogastronomiche locali non c’è niente di meglio che immergersi nella cultura culinaria locale. Reggio Emilia offre tante occasioni per fare degustazioni nelle cantine e nelle acetaie, o anche corsi di cucina per imparare i segreti di alcuni ingredienti tipici usate nelle ricette più famose.

 

Come arrivare a Reggio Emilia
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Puoi raggiungere Reggio Emilia in treno, in aereo e in automobile.

In treno

Reggio Emilia ha una stazione della linea Milano-Bologna ed è raggiungibile con treni diretto da Roma, Napoli, Caserta, Salerno, Bari, Reggio Calabria, Torino, Firenze, e da altre città.

In aereo

Reggio Emilia non ha un aeroporto, la soluzione migliore è atterrare a Bologna e prendere un treno per Reggio Emilia.

In macchina

Reggio Emilia si trova sulla A1, che va da Milano a Napoli passando per Bologna, Firenze e Roma. Provenendo da sud si prende prima l’autostrada A3 e poi l’autostrada A1.

 

Dove parcheggiare per visitare Reggio Emilia

Una volta arrivati a Reggio Emilia in macchina, si deve cercare un parcheggio perché il centro di Reggio Emilia è una Zona a Traffico Limitato (ZTL).

Le soluzioni sono la sosta su strada nelle strisce blu a pagamento, dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle 15.00 alle ore 20.00, con tariffa ordinaria da un minimo di 0,5 € ogni due ore a un massimo di 1,00 €/h nelle aree più prossime alla ZTL.

In alternativa, vi sono delle aree adibite al parcheggio, tra le quali:

  • Parcheggio Piazzale Europa
  • Parcheggio Ex-Caserma Zucchi
  • Parcheggio Reggio Emilia Piazzale San Girolamo
  • Parcheggio Reggio Emilia Piazzale Fiume.

Ora che sai cosa vedere a Reggio Emilia, non ci resta che augurarti buon viaggio in Emilia Romagna! 😉

 

Foto copertina: pixabay, aronoeleinilotta

Foto in evidenza: pixabay, aronoeleinilotta

 

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