Cioccolato artigianale italiano: le 8 città del cacao da visitare

L’Italia ha una tradizione cioccolatiera che risale al XVI secolo, quando il cacao arrivò dalle Americhe nelle corti sabaude. Oggi il cioccolato artigianale italiano rivaleggia con quello belga e svizzero, con specialità uniche come il cioccolato di Modica e il gianduiotto torinese. Ecco le otto città dove il cacao diventa arte.

1. Torino — La capitale del cioccolato

Torino è la capitale italiana del cioccolato dal 1678, quando la corte sabauda iniziò a bere la cioccolata calda. Qui nacquero il gianduiotto (1865, un cioccolatino a forma di barca rovesciata con nocciola Tonda Gentile delle Langhe) e il 比色林 (caffè, cioccolato e crema serviti al Caffè Al Bicerin dal 1763). A novembre la fiera CioccolaTò trasforma Piazza Vittorio in un paradiso del cacao con 120 espositori. I maestri cioccolatieri da visitare: Guido Gobino, Peyrano, Streglio. Hotel a Torino.

2. Modica (Sicilia) — Il cioccolato azteco

Il cioccolato di Modica è unico al mondo: lavorato “a freddo” (sotto i 40°C) come facevano gli Aztechi, senza concaggio. Il risultato è una tavoletta granulosa che si scioglie sulla lingua con una consistenza sabbiosa inconfondibile. Aromatizzato con vaniglia, cannella, peperoncino, agrumi o carruba. Presidio Slow Food e IGP dal 2018. Le botteghe storiche: Antica Dolceria Bonajuto (dal 1880, la più antica cioccolateria della Sicilia) e Sabadì. Una tavoletta costa 4-6 euro. Hotel in Sicilia.

3. Perugia (Umbria) — La città dei Baci

La Perugina, fondata nel 1907 da Luisa Spagnoli, creò il Bacio Perugina nel 1922: un cioccolatino con nocciola intera, granella e crema gianduia, famoso per i bigliettini d’amore all’interno. La Casa del Cioccolato della Perugina (a San Sisto, periferia di Perugia) è visitabile con tour guidato gratuito (prenotazione obbligatoria). A ottobre Eurochocolate è il festival del cioccolato più grande d’Italia: 9 giorni, 1 milione di visitatori, ingresso gratuito.

4. Napoli — La sfogliatella al cioccolato

Napoli ha una tradizione cioccolatiera meno nota ma antica: i coviglie (semifreddi al cioccolato del XVIII secolo), il torrone di cioccolato e la cioccolata calda densa servita nei caffè storici di Via Toledo. Gay-Odin (dal 1894) è il cioccolatiere più famoso della città: il “foresta” (cioccolato fondente con nocciole intere) è il suo pezzo forte. Ogni negozio Gay-Odin ha il laboratorio a vista.

5. Pistoia/Prato (Toscana) — Il cioccolato toscano

La Toscana è meno famosa per il cioccolato ma ha artigiani eccellenti. A Prato, Roberto Catinari produce cioccolato bean-to-bar (dal fave al prodotto finito) con cacao di origine singola dal Venezuela, Ecuador e Madagascar. A Pistoia, Slitti è una torrefazione-cioccolateria dove il caffè e il cacao si incontrano in praline che hanno vinto premi internazionali.

6. Cuneo (Piemonte) — Il cuneese al rum

"(《世界人权宣言》) Cuneese al Rum è il dolce simbolo della città: due cialde di meringa croccante che racchiudono una crema di cioccolato fondente e rum. Inventato nel 1923 dalla pasticceria Arione (ancora attiva in Piazza Galimberti). Un Cuneese costa 2-3 euro. La Fiera del Marrone di Cuneo (ottobre) abbina castagne e cioccolato in un weekend goloso. Hotel a Cuneo.

7. Catania (Sicilia) — Cioccolato e pistacchio

Catania unisce la tradizione cioccolatiera siciliana con il pistacchio di Bronte: praline, cremini e barrette dove il cacao incontra il pistacchio verde dell’Etna. I cannoli di cioccolato (la cialda al cacao ripiena di ricotta e pistacchio) e le teste di moro al cioccolato sono specialità catanesi. Le pasticcerie di Via Etnea offrono vetrine spettacolari.

8. Aosta — Cioccolato e montagna

La tradizione cioccolatiera valdostana è legata alla montagna: praline alla grappa genepy, cioccolatini alla fontina DOP e tavolette con miele di montagna. La Fiera di Sant’Orso (30-31 gennaio) è l’occasione per trovare cioccolato artigianale valdostano nelle bancarelle del centro di Aosta. La Chocolat in Piazza è il festival del cioccolato di Aosta (febbraio).

I numeri del cioccolato italiano

  • Produzione: l’Italia produce circa 220.000 tonnellate di cioccolato all’anno
  • Consumo pro capite: 4 kg all’anno (meno di Svizzera e Belgio ma in crescita)
  • Artigiani: oltre 500 cioccolatieri artigianali certificati
  • Export: il cioccolato italiano è esportato in 100+ Paesi
  • Nocciola Tonda Gentile: la varietà piemontese DOP che rende unico il gianduia

Come riconoscere il cioccolato artigianale

  • Ingredienti: massa di cacao, burro di cacao, zucchero. Niente grassi vegetali diversi dal burro di cacao
  • Snap: spezzandolo deve fare un suono secco e netto
  • Superficie: liscia e lucida, senza macchie bianche (affioramento del burro = mal temperato)
  • Scioglimento: si scioglie lentamente in bocca rilasciando aromi progressivi
  • Prezzo: una tavoletta artigianale 50-100g costa 5-12 euro. Se costa 2 euro, non è artigianale

Il cioccolato italiano è un mondo da esplorare con la stessa serietà con cui si degusta il vino: origini del cacao, tostatura, temperaggio e abbinamenti. Un viaggio goloso da Nord a Sud che racconta secoli di tradizione e innovazione. Prenota il tuo hotel e parti per un tour del cioccolato.

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