Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026: guida enogastronomica tra i tre cluster di gara

Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026: guida enogastronomica tra i tre cluster di gara

L’aria di marzo ti morde le guance con quella freschezza che sa di neve fresca e di legna che brucia nei camini. Sei qui, nel cuore di un’Italia che si è vestita a festa per accogliere il mondo intero: dal 6 al 15 marzo 2026 i XIV Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina trasformano tre angoli del Nord Italia in un palcoscenico di emozioni, coraggio e bellezza. E mentre gli atleti si sfidano sul ghiaccio e sulla neve, tu hai un’occasione irripetibile: scoprire i sapori autentici di territori che raccontano l’Italia più vera.

Perché le Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono soltanto sport. Sono il profumo dei casunziei alla barbabietola che esce da una cucina ampezzana, il calore di un rifugio a duemila metri, il sapore rotondo di un formaggio d’alpeggio che si scioglie sulla polenta fumante. Sono l’occasione per trasformare una giornata di gare in un viaggio enogastronomico tra Lombardia, Veneto e Trentino.

Le gare si articolano su tre cluster: Milan, con il para ice hockey all’Arena Santa Giulia; Cortina d'Ampezzo, con sci alpino, snowboard e wheelchair curling tra le Tofane e lo Stadio Olimpico del Ghiaccio; e la Val di Fiemme, a Tesero, dove biathlon e sci di fondo paralimpico si disputano nello stadio iridato. E ognuno di questi cluster ha una storia gastronomica tutta da assaporare.

Milano: il gusto metropolitano ai bordi della pista

La tua avventura paralimpica comincia nella città che non si ferma mai. All’Arena di Milano Santa Giulia si gioca il torneo di para ice hockey, uno degli spettacoli più elettrizzanti dei Giochi. Ma quando esci dal palazzetto, Milano ti aspetta con la sua tavola generosa e cosmopolita.

Non puoi lasciare la città senza aver affondato la forchetta in un risotto alla milanese con l’ossobuco che si stacca dall’osso, cremoso di zafferano e midollo. Oppure una cotoletta alla milanese alta tre dita, dorata e croccante, accompagnata da un calice di Bonarda dell’Oltrepò Pavese. Se vuoi scoprire a fondo la gastronomia milanese e i suoi segreti, preparati a perderti tra botteghe storiche e osterie di quartiere.

Marzo è anche il mese in cui sui banchi dei mercati coperti di Milano iniziano a comparire le prime verdure di stagione: asparagi sottili, agretti croccanti, carciofi che profumano di primavera. Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata alla nostra guida sulle verdure di marzo in Italia.

Cosa non perdere a Milano durante le Paralimpiadi

  • Risotto allo zafferano con ossobuco nelle trattorie storiche dei Navigli
  • Panettone artigianale nelle pasticcerie meneghine, perfetto anche a marzo come merenda golosa
  • Cassoeula nelle osterie di Porta Romana, comfort food lombardo per eccellenza
  • Un aperitivo con Campari e olive all’ascolana in uno dei bar storici di Brera
  • Degustazione di salumi lombardi DOP — dalla bresaola della Valtellina al salame di Varzi — in una delle enoteche del centro

Cortina d’Ampezzo: dove la cucina ampezzana incontra le Dolomiti

Chiudi gli occhi. Senti il vento che scende dalle Tofane portando l’odore della resina e del legno di cembro. Sei a Cortina d’Ampezzo, la Perla delle Dolomiti, e qui ogni boccone è un racconto di montagna. In questi dieci giorni di Paralimpiadi, le piste delle Tofane ospitano lo sci alpino paralimpico and the snowboard paralimpico, mentre allo Stadio Olimpico del Ghiaccio si gioca il wheelchair curling.

Ma è a tavola che Cortina svela il suo cuore più autentico. La cucina ampezzana è un crocevia di tradizioni ladine, tirolesi e veneziane, e basta sedersi in una stube riscaldata dal caminetto per capirlo.

I piatti simbolo della conca ampezzana

Il piatto che devi assolutamente provare sono i casunziei: ravioli ripieni di barbabietola rossa — o di spinaci — conditi con burro fuso e semi di papavero. Ogni morso è un equilibrio perfetto tra dolcezza terrosa e la nota tostata del papavero che scoppietta sotto i denti. Accanto, trovi i dumplings, quei gnocchi di pane raffermo, speck e formaggio che galleggiano nel brodo bollente come piccole sfere di comfort.

E poi c’è il gulasch, denso e speziato, servito con polenta fumante. La selvaggina — cervo, capriolo — compare in quasi tutti i menu della conca, cucinata con sapienza da generazioni di cuochi ampezzani.

Rifugi e malghe: mangiare con le Dolomiti negli occhi

Sapessi quante verità nascoste impari parlando con chi gestisce un rifugio a duemila metri. Ti raccontano dei formaggi che arrivano dalle malghe delle Regole d’Ampezzo, di come il latte cambi sapore a seconda dell’erba che le mucche brucano in quota, di come lo speck affumicato lentamente nei masi sia un’altra cosa rispetto a quello industriale.

Tra una gara e l’altra, concediti una sosta al Rifugio Averau, affacciato sulle Cinque Torri, dove i cialsons e i piatti della tradizione si sposano con una carta vini curata dal sommelier di casa. Oppure sali alla Capanna Tondi — magari con la motoslitta, per una cena sotto le stelle — e chiudi con il kaiserschmarren, quella frittata dolce dell’imperatore che qui preparano come nessun altro.

The SanBrite, stella Michelin dello chef Riccardo Gaspari, trasforma le materie prime locali in piatti che sono un omaggio al territorio. E per un’esperienza più rustica e genuina, l’Agriturismo El Brite de Larieto ti accoglie con casunziei, uova con speck e patate all’ampezzana, e uno strudel che profuma di casa.

Se hai visitato Verona per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, già conosci il fascino dei sapori veneti. A Cortina quei sapori si vestono di montagna, e il risultato ti lascerà senza parole.

I formaggi d’alpeggio e i salumi da portare a casa

  • Formaggio di malga delle Regole d’Ampezzo — stagionato in grotta, dal sapore intenso e floreale
  • Speck artigianale affumicato con legno di faggio nei masi della conca
  • Burro di malga — giallo, denso, con un profumo di erba che non dimentichi
  • Puzzone di Moena DOP — il re dei formaggi trentino-bellunesi, dal carattere inconfondibile

Val di Fiemme e Tesero: il cuore nordico delle Paralimpiadi tra masi e grappe

Scendi verso la Val di Fiemme e il paesaggio cambia respiro. Le guglie dolomitiche lasciano spazio a boschi fitti di abeti e larici, a prati che in marzo cominciano a liberarsi dalla neve, a paesini dove il tempo sembra scorrere con la lentezza di un ruscello di montagna.

A Tesero, lo stadio del fondo ospita le gare paralimpiche di biathlon e cross-country skiing. Qui, a 850 metri sul livello del mare, l’aria è pulita come un bicchiere di cristallo, e l’appetito dopo una giornata sugli spalti è garantito.

La cucina trentina: semplicità che diventa poesia

La Val di Fiemme è terra di dumplings allo speck, di strangolapreti — quegli gnocchetti di pane e spinaci conditi con burro fuso e salvia che ti fanno sentire a casa anche se casa tua è a mille chilometri — e di polenta carbonera, arricchita con formaggio fuso, burro e lucanica trentina fino a diventare una crema dorata e irresistibile.

Ma il vero tesoro della Val di Fiemme è la sua tradizione casearia. I mountain pasture cheeses — dal Trentingrana stagionato nelle grotte di Predazzo al Casolèt della Val di Sole — sono il frutto di un sapere antico che si rinnova ogni estate, quando le mucche salgono in quota e il latte prende il profumo dei pascoli alti.

E poi c’è la grappa. Se sei appassionato, non puoi perderti una visita alle distillerie trentine. Ti consigliamo di leggere il nostro racconto sul viaggio tra le distillerie di Santa Massenza, oppure la guida alla degustazione delle grappe trentine: un mondo di aromi, alambicchi e storie familiari che vale da solo il viaggio.

Cosa assaggiare in Val di Fiemme durante i Giochi

  • Canederli allo speck in brodo o al burro, nelle trattorie di Tesero e Cavalese
  • Strangolapreti con burro nocciola e salvia
  • Polenta carbonera con lucanica e formaggio fuso
  • Degustazione di Trentingrana e formaggi d’alpeggio nelle malghe della valle
  • Strudel di mele con pasta tirata a mano e cannella
  • A glass of Teroldego Rotaliano or of Nosiola e Vino Santo trentino per chiudere in bellezza

Tre cluster, un solo filo: l’Italia che si racconta a tavola

Quello che rende speciale questa guida enogastronomica alle Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 è che ogni cluster racconta un pezzo diverso d’Italia. Milano ti parla di cosmopolitismo e tradizione urbana. Cortina ti sussurra storie di malghe, ladini e Dolomiti. La Val di Fiemme ti avvolge nel calore di una stube trentina dove il tempo si misura in fette di speck e bicchieri di grappa.

Se stai pianificando un itinerario più ampio tra le sedi olimpiche e paralimpiche, non perdere la nostra guida su cosa vedere a Livigno tra Olimpiadi e gastronomia alpina, perfetta per chi vuole completare il tour delle sedi dei Giochi con un’altra perla enogastronomica.

E se l’inverno trentino ti ha conquistato, lasciati tentare dalla magia dei mercatini di Natale in Trentino Alto Adige — un motivo in più per tornare quando le prime nevi trasformano le valli in un presepe vivente.

Consigli pratici per il tuo viaggio enogastronomico

Come spostarsi tra i cluster

Le sedi paralimpiche sono distribuite su un’area vasta: Milano, Cortina e Tesero distano centinaia di chilometri l’una dall’altra. Navette dedicate collegano i parcheggi ufficiali alle sedi di gara, e il trasporto pubblico locale è potenziato per l’occasione. Pianifica con anticipo gli spostamenti e, se puoi, dedica almeno due-tre giorni a ogni cluster per goderti anche i sapori del territorio.

Biglietti e accessibilità

Circa l’89% dei biglietti per le Paralimpiadi è in vendita a meno di 35 euro, con prezzi a partire da 10 euro per gli under 14. Un’occasione accessibile per tutti, anche per le famiglie con bambini.

Dove dormire e mangiare: i nostri suggerimenti

  • A Milan: esplora i quartieri di Porta Romana e Navigli per trattorie autentiche a pochi minuti dall’Arena Santa Giulia
  • A Cortina: prenota con largo anticipo nei ristoranti e rifugi più amati — lo chef Graziano Prest al Tivoli e il SanBrite di Riccardo Gaspari sono i nomi da segnarsi
  • In Val di Fiemme: le trattorie di Cavalese e Predazzo offrono cucina trentina genuina a prezzi accessibili

FAQ

Quando si svolgono le Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026?

I XIV Giochi Paralimpici Invernali si svolgono dal 6 al 15 marzo 2026, con la cerimonia di apertura all’Arena di Verona e la cerimonia di chiusura allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo. Le prime gare di wheelchair curling sono iniziate già il 4 marzo.

Quali sono i tre cluster di gara delle Paralimpiadi e quali sport ospitano?

I tre cluster sono: Milan (para ice hockey all’Arena Santa Giulia), Cortina d'Ampezzo (sci alpino, snowboard paralimpico e wheelchair curling) e Val di Fiemme – Tesero (biathlon e sci di fondo paralimpico). In totale sono previsti 79 eventi da medaglia in sei discipline.

Cosa mangiare di tipico a Cortina d’Ampezzo durante i Giochi?

I piatti imperdibili sono i casunziei (ravioli alla barbabietola con burro e papavero), i dumplings in brodo o al burro, il gulasch con polenta e la selvaggina — cervo e capriolo. Da non perdere i formaggi di malga, lo speck artigianale e il kaiserschmarren come dolce.

Quali formaggi d’alpeggio posso degustare in Val di Fiemme?

In Val di Fiemme trovi il Trentingrana stagionato, il Casolèt della Val di Sole, il Puzzone di Moena DOP e i formaggi freschi di malga prodotti nei masi della valle. Accompagnali con miele di montagna e pane di segale per un’esperienza completa.

È possibile visitare distillerie di grappa trentina durante le Paralimpiadi?

Sì, le distillerie trentine — in particolare quelle di Santa Massenza e della Valle dei Laghi — sono aperte anche a marzo. Molte offrono degustazioni guidate, un’esperienza perfetta da abbinare alle giornate di gara a Tesero, distante circa un’ora di auto.

Il ricordo che ti porterai a casa

Quando l’ultimo applauso sarà svanito tra le cime delle Dolomiti e l’ultima medaglia sarà stata assegnata, ti resterà qualcosa di più di un biglietto del treno e qualche foto sul telefono. Ti resterà il sapore di quei casunziei mangiati con le mani ancora fredde dopo una mattinata sugli spalti. Il calore della grappa che ti ha scaldato il petto in una distilleria trentina. Il sorriso del malgaro che ti ha tagliato una fetta di formaggio d’alpeggio dicendo: “Prova questo, è fatto con il latte di giugno”.

Le Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 sono un’occasione per vedere atleti straordinari che trasformano ogni limite in una vittoria. Ma sono anche un invito a scoprire un’Italia autentica, che si racconta attraverso i suoi sapori, i suoi territori, le sue persone. E questo, credimi, è il souvenir più prezioso che puoi portare a casa.

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