Piatti tipici marchigiani: tradizione e gusto tra la costa e l’entroterra
piatti tipici marchigiani

Quali sono i piatti tipici marchigiani? Resta sintonizzato su questo articolo per scoprire insieme a me i piatti tipici delle Marche più buoni, che puoi degustare in questa fantastica terra! 

 

Essendo una cucina variopinta che si snoda tra il mare e la montagna, passando per le sue dolci colline e campagne, la cucina delle Marche offre un ampio panorama gastronomico.

Tra pietanze a base di pesce e di carne, senza mai dimenticare una pregiata produzione vinicola, assaggerai piatti gustosi e ricchi di tradizione che sicuramente non ti lasceranno deluso!

Visitare le Marche significa immergersi in un viaggio dalle mille sfaccettature, grazie alla grande diversificazione delle sue attrazioni. Avrai quindi la possibilità di ammirare litorali dalle acque cristalline, paesaggi rigogliosi immersi nella natura ma anche borghi storici rimasti ancora intatti dove gli amanti della storia avranno la possibilità di immergersi nelle ambientazioni dell’epoca.

Viaggiare e scoprire posti nuovi è sempre bello, ma anche lo stomaco vuole la sua parte ed ecco a tua disposizione una vasta gamma di piatti tipici delle Marche, da ristorante/trattoria a quelli da “street food”, da scoprire e degustare.

 

Piatti tipici marchigiani, un successo che va oltre le Marche!

Grazie alla loro genuinità, i piatti tipici marchigiani sono molto apprezzati dai turisti tanto da essere anche esportati e “portati a casa”. Accanto ai tipici souvenir, il turista porta con sé anche salumi, formaggi, pasta secca ed altri cibi tipici delle Marche.

 

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Per questo fenomeno sempre più ricorrente, da una cucina tipicamente locale quella marchigiana sta cominciando ad essere conosciuta e apprezzata anche fuori regione. Tipico esempio è il successo delle olive ascolane, uno dei simboli della cucina del territorio che viene sempre più inglobata nelle fritture “all’italiana”.

Il successo della cucina marchigiana è anche promosso anche grazie all’utilizzo dei social media che stanno sempre più prendendo piede tra i giovani (e non solo). Tra le tendenze attuali, non si può non citare il grandissimo successo della food blogger regionale Benedetta Rossi che, con i suoi tutorial su come preparare ricette tipiche marchigiane (e non), è diventata una vera e propria ambasciatrice della gastronomia marchigiana.

A cosa sarà dovuto il successo di questa cucina? Continua la lettura di questo articolo fino alla fine e ti mostrerò cosa mangiare nelle Marche! 👇

 

La cucina delle Marche: la tradizione a tavola in 30 portate

Scoprendo questa meravigliosa terra, lasciati conquistare dalla bontà dei piatti tipici marchigiani!

Ricca di storia e tradizione, questa cucina offre una vasta gamma di piatti genuini da gustare in un menu tipico, accanto ad un buon calice di vino prettamente locale. Prendi nota ed inizia ad avere l’acquolina in bocca, ecco una lista dei piatti tipici delle Marche più celebri! 😋

 

1. Oliva ascolana DOP

piatti tipici delle marche
Flickr, Stijn Nieuwendijk

 

È uno dei prodotti tipici delle Marche più conosciuti in tutto il territorio nazionale. Il marchio DOP viene affiliato a quelle olive prodotte in quei 89 comuni divisi tra la provincia di Ascoli Piceno e di Teramo.

Il frutto appartiene prettamente alla varietà “Ascolana Tenera” che può essere presentato al naturale, in salamoia o panata, fritta e ripiena. Quest’ultima rappresenta la tipologia più conosciuta. Dopo essere stata denocciolata, è riempita con una farcia con varie tipologie di carni, formaggio, uova ecc. per poi venire panata e fritta.

Tipico street food regionale, stanno avendo sempre più successo le varianti gourmet come quella farcita con il ciauscolo o quelle al tartufo.

 

2. Crescia sfogliata marchigiana

Fiore all’occhiello della gastronomia marchigiana, rappresenta una variante della tipica piadina Romagnola che si differenza per lo spessore (costituita da più strati) e anche per l’aggiunta di latte, uova e pepe.

In ogni provincia troviamo una variante differente, ma quella più rappresentativa è quella originaria del territorio del Montefeltro (compreso tra Pesaro e Urbino), dal colore dorato e dalla tipica croccantezza data dall’aggiunta dello strutto.

Essendo un tipico street food locale, la si degusta al meglio se farcita prettamente con salumi, formaggi e verdure/frutta. Tra i tanti, uno degli accostamenti tipici di questo territorio è quello Ciauscolo, Casciotta di Urbino e pere dove l’armonia dei sapori riesce a dare un gusto allo stesso tempo deciso ma caratterizzato da quel tocco di freschezza.

Con accanto un buon calice di Bianchello del Metauro, la bontà di questo piatto saprà conquistarti!

 

3. Maccheroncini di Campofilone

maccheroncino di campofilone

 

Simili a degli spaghetti finissimi, questa varietà di pasta all’uovo ha avuto il riconoscimento di prodotto IGP esclusivo del territorio di Campofilone, cittadina del Fermano. Questo piatto ha origini antichissime, difatti la prima volta che vennero presentati al pubblico fu in occasione del Concilio di Trento del 1560.

Rappresenta un piatto tipico della tradizione contadina, creato dagli stessi come modo per conservare le grandi quantità di uova prodotte. Da queste, veniva creata una sfoglia che era lasciata poi essiccare. Dalla consistenza unica grazie alla loro finezza, questa pasta si sposa alla perfezione con il tipico ragù di carne mentre più delicato è l’accostamento con quelli di pesce, tipici delle zone marittime.

Anche in questo caso la tradizione vuole che il piatto si accompagni con un vino bianco locale, come il Pecorino d’Offida.

 

4. Vincisgrassi

Come già visto con la crescia, la cucina delle Marche offre numerose varianti di piatti tradizionali italiani rivisitati secondo la tradizione locale. Questo è il caso dei vincisgrassi, una lasagna al forno ma con l’aggiunta di besciamella (in questo caso invece di essere messa anche all’interno delle sfoglie viene posta solo nella parte superiore), parmigiano e carni miste (secondo la tradizione contadina, ci si aggiungono anche fegatelli e rigaglie di pollo per un gusto ancora più deciso) tipica delle zone di Ancona e Macerata.

L’origine del piatto è prettamente povera e contadina. È apparso per la prima volta nel 1781 nel ricettario “il cuoco Maceratese” dello chef Antonio Nebbia con il nome di “princigrass” ossia il grasso dei principi.

 

5. Ciavarro

Piatto di origine contadino tipico di Ripatransone, cittadina del Piceno, il ciavarro è una zuppa di legumi e orzo di vario tipo con l’aggiunta di passata di pomodoro, verdure e pancetta. Durante le raccolte primaverili, i contadini locali erano soliti usare tutte le risorse ancora stipate dei mesi precedenti per fare spazio a quelle nuove e da questa “accozzaglia” di legumi e verdure nacque il ciavarro.

 

6. Frascarelli

Tra i piatti tipici delle Marche della tradizione contadina troviamo i frascarelli, ricetta simile alla polenta ma dalla consistenza differente. Piatto a base di riso e farina, si differenzia per la presenza dei grumi che rendono l’impasto non omogeneo dando al piatto una consistenza deliziosa.

Il nome deriva dal bastoncino di legno “frasca”, utilizzato per amalgamare l’impasto, ed è accompagnato da sughi molto saporiti tipicamente composti da carne di suino.

 

7. Lumachelle all’urbinate

Non lasciatevi trarre in inganno dal nome, parliamo di una pasta fresca tipica la cui forma ricorda in qualche modo le lumache. Piatto nato durante il periodo rinascimentale del Montefeltro, è collegato col mondo religioso dato che fu ideato dalle donne destinate alla vita in convento.

Come testimone di questa teoria il nome dato alle varianti di questa pasta: con il brodo si utilizzava un tipo di pasta più piccola chiamato Ave Marie, mentre da cuocere con il ragù si usava un formato più grande chiamato Pater Noster.

 

8. Passatelli

La vicinanza della regione con l’Emilia Romagna permette la condivisione di alcuni piatti tipici, tra cui i passatelli. Parliamo di una variante di uno spaghetto, molto più spesso del normale, e dalla consistenza più tenera servito secondo la tradizione con il brodo di carne ma anche con sughi di pesce.

Il nome deriva dal modo in cui è preparato: l’impasto ottenuto con uovo, formaggio e pan grattato viene fatto “passare” in uno strumento simile ad uno schiacciapatate e da qui esce il nostro passatello.

 

9. Brodetti di pesce

piatti marchigiani
Flickr – Bradley Hawks

 

Vi presento i brodetti, il cui nome plurale non è messo a caso! La ricetta infatti cambia in base alla zona ed a seconda del tipo di pescato presente. Rappresenta quindi un simbolo della cucina delle Marche e della sua varietà.

Di questo brodetto esistono cinque versioni ufficiali ma, essendo un piatto nato utilizzando tutto il pesce rimanente che non veniva buttato, ne esiste una versione perfino in ogni città. Abbiamo quello di Fano con la presenza di aceto, acqua e pomodoro diluito nell’olio, Anconetano dove è utilizzato solo il pomodoro, di Porto Recanati dal tipico colore giallo dato dall’aggiunta di zafferano, di San Benedetto del Tronto dove attraverso l’aggiunta di pomodoro e peperoni verde il piatto diventa ancora più saporito. Infine quello di Porto San Giorgio, l’unico ad essere stato investito con la Denominazione Comunale d’Origine, dove troviamo anche il peperoncino.

 

10. Tartufo di Acqualagna

Specialità indiscussa della gastronomia marchigiana, il tartufo di Acqualagna rappresenta uno dei prodotti più esportati in tutto il territorio nazionale e non.

Parliamo di una grande varietà di tartufi che crescono nei boschi di questo comune della provincia di Pesaro Urbino. Nei suoi boschi troviamo le condizioni favorevoli per la crescita sia di tartufi neri pregiati, bianchetti ed infine il fiore all’occhiello ossia il tartufo bianco “Tuber Magnatum Pico”.

Per gli amanti del prodotto, impossibile mancare alle varie sagre estive del tartufo organizzate in città.

 

11. Coniglio e maiale in porchetta

Con il termine “in porchetta” ci si riferisce al modo in cui alcune carni, in questo caso di coniglio o maiale, vengono disossate e farcite con vari ingredienti. La tradizione marchigiana prevede la farcitura con alcuni aromi (finocchietto, aglio, rosmarino, ecc.), pancetta, salsiccia sbriciolata e fegatini. Essendo dei piatti dal gusto deciso, sono accompagnati con un bicchiere di vino rosso come il “Rosso Piceno”.

 

12. Prosciutto crudo di Carpegna DOP

Frutto di una lavorazione artigianale migliorata col tempo, lasciati conquistare dalla dolcezza di questo salume! Prodotto nell’omonimo comune situato nel Montefeltro, questa delizia si sposa alla perfezione con primi piatti marchigiani come il tipicorisotto al Prosciutto di Carpegna DOP oppure come farcitura della crescia sfogliata.

 

13. Salame di Fabriano

Prodotto dalle origini nobili, essendo citato in una lettera firmata da Garibaldi, è un salume ottenuto macinando le parti magre del maiale con l’aggiunta di pezzi di lardo tagliati spessi. È abbinato spesso sia con vini bianchi come il Verdicchio di Matelica o con quelli rossi come la Lacrima di Morro d’Alba.

 

14. Ciauscolo

ciauscolo salame
Flickr, Nudo Adopt

 

Re incontrastato dei salumi regionali, è uno tra i piatti tipici delle Marche più conosciuti. È stato riconosciuto come prodotto IGP per quanto riguarda la sua produzione in alcuni comuni specifici della provincia di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo.

Curioso di saperne di più riguardo questo fantastico piatto? Scopri tutto quello che riguarda il ciauscolo nel mio articolo “Ciauscolo marchigiano: tipicità, cultura e tradizione marchigiana”.

 

15. Stoccafisso all’anconetana

L’utilizzo culinario dello stoccafisso ha origini antichissime, basta pensare che fu importato in Italia grazie al commerciante veneziano Pietro Querini dalla Norvegia.

Data l’importanza della ricetta, anche ad essa è stata assegnata la Denominazione Comunale Cittadina ed inoltre è tutelata grazie “all’Accademia dello stoccafisso all’anconetana fondata a Portonovo.

La ricetta prevede l’accompagnamento del pesce con olio, patate gialle, pomodori e vari aromi, sfumando il piatto con un Verdicchio classico, tipico vino bianco regionale.

 

16. Formaggio di Fossa di Sogliano DOP

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Flickr, La Casara Caseificio

 

Prodotto nel Montefeltro della tradizione contadina, prende il suo nome dall’utilizzo delle fosse, grandi coperchi di legno dove il formaggio viene stagionato. Tecnica antica usata dai contadini per nascondere il cibo dai soldati, ancora oggi questo formaggio è prodotto in questo modo.

Dal tipico aroma di tartufo e zolfo, questo prodotto è accompagnato con molti piatti marchigiani e come farcitura della crescia.

 

17. Casciotta di Urbino DOP

Grandissimo simbolo tra i piatti tipici delle Marche, il suo consumo ha origini medioevali e fu poi apprezzato dallo stesso Michelangelo e dalle alte figure del tempo come papi e conti.

Questo formaggio di pecora dalla pasta semicruda, si riconosce per il suo sapore dolce e dalla forma bombata ottenuta grazie alla forma degli stampi utilizzati durante la sua cagliatura.

 

18. Varnelli e Anisetta Meletti

Cosa c’è di meglio di un bel bicchierino di amaro dopo un pasto ricco di tutte queste pietanze? Sicuramente uno di questi due liquori all’anice!

Il primo originario della provincia di Macerata e il secondo di Ascoli Piceno, si sposano alla perfezione con il caffè Borghetti (altro liquore tipico) la cui bevanda prende il nome dialettale di “Lu Carzolà”.

 

19. Lonzino di fico

Tipico dei Castelli di Jesi, grazie alla presenza di territori caratterizzati dall’abbondante presenza di fichi, il nome vi potrà trarre in inganno dato che non si parla di un salume.

Questo lonzino è un dolce tipico marchigiano formato da un impasto di fichi essiccati, mandorle, noci, anice stellato e un po’ di “mistrà” (altro liquore tipico) che poi viene avvolto in foglie di fico assumendo la forma cilindrica tipica di un salume.

Da consumare accompagnato con il Formaggio di Fossa ed un buon bicchiere di Passito.

 

20. Anicetti

L’utilizzo dell’anice, come già visto, è molto utilizzato tra i piatti tipici marchigiani, specialmente per quanto riguarda la produzione dei dolci tipici delle Marche.

La sua coltivazione è molto intensa, specialmente nelle zone di montagna. Da qui nascono questi biscotti che, secondo la tradizione, sono accompagnati da un buon bicchiere di vino cotto.

 

21. Pesche dolci

Altro nome ambiguo, non parliamo del frutto ma di dolci di carnevale dalle sembianze simili tipiche del borgo di Acquaviva Picena.

Ricetta molto golosa, prevede l’utilizzo di piccole semisfere di pasta inzuppate nell’Alchermes per essere poi passate nello zucchero e farcite con crema o cioccolato.

 

22. Cicerchiata

Cosa mangiare nelle Marche durante il periodo di Carnevale? Oltre alle pesche abbiamo anche la cicerchiata, piatto tipicamente anconetano.

Il nome ha origini medioevale e deriva dalla cicerchia, un legume molto diffuso in queste zone all’epoca. La forma ricorda quella del legume medesimo, dato che è composto da tante piccole palline fatte da farina, uovo, burro e altri ingredienti (tra cui buccia di arancia) che poi vengono fritte.

Per rendere ancora più gustoso questo piatto, le palline sono ripassate in padella con miele e zucchero. Una pallina tira l’altra per cui attenzione, potrebbe causare dipendenza!

 

23. Calcioni

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Flickr, Ricette Italia

 

Sono dolci tipici marchigiani pasquali dalla tipica forma di raviolone farciti con limone e formaggio. Grazie al loro sapore agrodolce, possono essere usati sia come dolci ma anche come antipasti, accompagnati da un tagliere di salumi.

Prodotti sin dall’era dello Stato Pontificio, la loro preparazione varia, dalla forma agli ingredienti, in base alla zona in cui ci troviamo: la ricetta originale è tipica delle zone di Ancona, mentre verso Macerata al posto del formaggio è utilizzata la ricotta.

 

24. Cavallucci marchigiani

Sono biscotti ripieni dalla forma “a mezzaluna”. Proprio il ripieno li rende particolari dato che, oltre alla frutta secca, aromi e uvetta viene aggiunta la sapa, ossia il mosto cotto.

La ricetta originaria risale al Medioevo ed al giorno d’oggi esistono numerose varianti. Sono riempiti o con il cioccolato o con la frutta candita ma, per dare quel tocco in più, un’inzuppata nell’Alchermes non può mancare!

 

25. Crema fritta

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Flickr, Sonia Burzì

 

È uno dei piatti tipici marchigiani che più stupisce il turista. Parliamo di una crema pasticciera fatta a cubetti, impanata e poi fritta.

La ricetta tradizionale prevede anche l’aggiunta della scorza di limone, ma una variante ancora più golosa prevede l’utilizzo del limone candito tagliato a cubetti. Viene servita nel classico “fritto misto marchigiano” accompagnata quindi dalle classiche olive ascolane e dalle verdure pastellate.

 

26. Ciambella al mosto

Dolce tipico della tradizione contadina, è prodotto per la prima volta nel 1600 lungo la Riviera del Conero come simbolo della fine della vendemmia autunnale.

Questa ciambella ha come ingrediente principale il mosto e i semi di anice. Rappresenta una valida alternativa al maritozzo per la sua consistenza, tanto da essere molto utilizzato come dolce da merenda accompagnato con creme spalmabili e marmellate.

Se invece lo si consuma alla fine del pasto come un dessert, non può mancare un bicchiere di vino cotto accanto!

 

27. Bostrengo

Altro dolce invernale, è tipico della tradizione contadina della provincia di Pesaro Urbino. Molto consistente, è prodotto utilizzando molti ingredienti come riso, pane ammollato nel latte, mele, frutta secca e uvetta. Si sposa divinamente con un bicchiere di Marsala.

 

28. Scroccafusi

Sono la variante regionale delle castagnole, dolce di carnevale diffuso in tutta la penisola. Sono preparate con l’aggiunta di mistrà o liquore all’anice simile. Si cucinano sia fritte o al forno, per poi essere ricoperte alla fine con uno strato di miele e Alchermes.

 

29. Funghetti di Offida

Dolce molto semplice preparato con pochi ingredienti (tra cui i semi di anice), ha origini antichissime ed è preparato in occasione del celebre Carnevale locale. Il nome “funghetti” deriva dalla tipica forma a fungo e era preparato dalle massaie dell’epoca come modo per evadere dalla carestia e dall’assenza di legna da ardere, dato che i tempi di cottura di questo dolce sono relativamente brevi.

Oltre alla forma a “funghetto”, abbiamo quella tradizionale “a rosetta” caratterizzata dalla tipica forma con cui vengono cotte e dalla maggiore quantità di zucchero. Per la loro peculiarità hanno assunto la Denominazione Comunale d’Origine essendo originari dell’omonimo comune, uno dei borghi più belli della provincia di Ascoli Piceno.

 

30. Frustingo

Dopo questa sfilza di dolci di carnevale, cosa mangiare nelle Marche di dolce durante il periodo natalizio? Sicuramente il frustingo, dolce dalle origini povere prodotto con ingredienti di rimanenza come pane raffermo, fichi e frutta secca. Al giorno d’oggi esistono varianti più golose grazie all’aggiunta di cacao e frutta candita.

 

Viaggia e gusta i piatti tipici delle Marche!

veduta di urbino

 

Come vedi, hai una vasta scelta di piatti tipici delle Marche da degustare! Cosa aspetti a visitarla tutta, durante il tuo prossimo viaggio nelle Marche, armato di forchetta e coltello?

Non mi resta quindi che augurarti buon viaggio…. E buon appetito con i piatti tipici marchigiani! 😋

 

L’autore

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Davide Summo
Ciao, mi chiamo Davide, un marchigiano purosangue neolaureato in Scienza dell'alimentazione presso l'Università degli studi di Firenze. Nessun amore è più sincero dell'amore per il cibo e il mio è smisurato e dalle mille sfaccettature, per cui voglio raccontarvelo attraverso un viaggio fatto di cultura, tradizioni e sapori.

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