Una mattina d’autunno, la nebbia si arrende piano ai raggi del sole che accarezzano le colline umbre. L’aria profuma di terra bagnata, di camini appena accesi e di olive schiacciate. Sotto i miei piedi, il selciato umido di un borgo fuori dal tempo scricchiola, mentre scende una lieve brezza che sa già di raccolto. È Frantoi Aperti in Umbria, molto più di una semplice sagra: è il rito collettivo della nascita dell’olio nuovo, una festa che trasforma ogni weekend d’autunno in un viaggio sensoriale senza confini. Se chiudi gli occhi per un attimo, puoi sentire il canto degli ulivi, le voci allegre dei frantoiani e il tintinnio dei calici pronti all’assaggio.
Tu ci sei mai stato? Ti prometto che qui non si tratta solo di degustare: qui si respira la passione di chi lavora la terra da generazioni, si scoprono piccoli segreti custoditi nei vicoli e si vive – davvero – la magia del raccolto. In questo racconto ti porto con me tra storie vissute, profumi indimenticabili e sapori che sanno sorprendere anche chi pensa di conoscere già tutto dell’Umbria. Sei pronto a lasciarti tentare dal piacere vero della tradizione?
La prima volta che assaggi l’olio novello, capisci subito perché qui lo chiamano “oro verde”. Arrivo a Magione nei primi giorni della festa: nel cortile del frantoio Centumbrie c’è un brusio festoso, mani sporche d’oliva che si stringono e bambini curiosi con occhi pieni di stupore. Una signora mi porge una fetta di pane appena tostato, ancora tiepido: sopra scivola lento un filo d’olio appena franto, verde brillante, quasi fluorescente alla luce del mattino.
Basta questo per capire tutto. Il profumo è pungente ma fresco – richiama carciofo e erba tagliata – e al primo morso senti la lama gentile del piccante che pizzica la lingua e riscalda la gola. “Quest’anno sarà un’annata speciale”, mi dice Giovanni, frantoiano da sempre con le mani grandi come badili. “La pioggia è arrivata quando serviva”. Ogni anno è una scommessa diversa: l’equilibrio tra clima, raccolta manuale o meccanica, varietà locali come Moraiolo o Leccino.
L’assaggio nei frantoi aperti non è solo un rito gastronomico ma una vera scuola sulla cultura olivicola umbra. Si impara a distinguere i sentori più fini, a riconoscere il difetto (il famoso retrogusto metallico) o la qualità superiore (la nota erbacea persistente). E poi c’è la merenda contadina con bruschette calde a volontà – spesso offerte gratuitamente durante gli eventi – oppure servite per pochi euro insieme a zuppe rustiche e vini locali delle colline circostanti.
Ogni paese diventa teatro: da Asís, dove le pietre rosate si incendiano al tramonto mentre musicisti suonano sotto gli ulivi secolari, fino a Trevi arroccata sulla sua collina d’argento. Qui le vie odorano d’antico e ad ogni angolo incontri mercatini artigianali, mostre fotografiche dedicate agli olivi monumentali o concerti improvvisati nelle piazze lastricate.
Un consiglio spassionato? Lascia l’auto fuori dal centro storico (specie nei weekend più affollati), infilati scarpe comode e lasciati guidare dal profumo intenso dell’olio appena estratto. Non perdere i laboratori didattici per bambini nei cortili nascosti o le passeggiate tra gli oliveti: alcune associazioni organizzano trekking all’alba con guide esperte (prezzo medio intorno ai 10-15€), perfetti per scoprire scorci poco noti alle folle.
A Trevi ho imparato a riconoscere cento sfumature diverse di verde su una sola collina; ad Assisi ho ascoltato storie di monaci e campanili mentre assaggiavo olio nuovo su fette di torta al testo preparata lì per lì da due sorelle anziane (chiedi di Teresa!). L’Umbria dei frantoi aperti è soprattutto questa: incontri genuini che rimangono impressi nella memoria.
C’è qualcosa di magico nel sedersi attorno a un tavolo rustico dentro un frantoio funzionante. Il rumore delle macine accompagna le parole degli ospiti; nell’aria c’è aroma d’oliva ma anche profumo di formaggi stagionati – pecorini locali dal gusto deciso – salumi casalinghi e pane croccante cotto nel forno a legna.
Durante i giorni dedicati all’iniziativa puoi partecipare ad assaggi guidati da esperti assaggiatori ONAO oppure semplicemente lasciarti condurre dalla curiosità tra bruschette fumanti (spesso comprese nel ticket d’ingresso) accompagnate da vini bianchi freschi dei Colli Martani o rossi corposi delle zone limitrofe.
I prezzi restano gentili: molte degustazioni partono dai 5 ai 10€, mentre i tour completi fra visite al frantoio antico, racconti sulla raccolta manuale ed esperienze sensoriali possono arrivare ai 25-30€ con pranzo tipico incluso. Un’occasione preziosa per incontrare direttamente produttori come Elisa della Tenuta Cantagallo o Andrea dell’Oleificio San Felice – persone vere che ti spiegano differenze tra spremitura a freddo e filtrazione naturale senza filtri tecnici né giri di parole.

L’edizione più recente ha portato una novità affascinante: l’Espresso Assisi – ribattezzato amichevolmente Il Treno dell’Olio. Immagina salire su carrozze vintage alla stazione Termini in Roma; fuori scorre veloce la campagna laziale poi umbra mentre dentro si diffondono aromi vegetali intensissimi provenienti dalle bottigliette d’extravergine consegnate ad ogni passeggero.
Durante il viaggio (circa due ore), esperti sommelier raccontano storie su cultivar autoctone come Frantoio o San Felice; tu assapori piccoli bocconi tradizionali abbinati agli oli più premiati della stagione precedente. I biglietti vanno letteralmente a ruba (prezzo medio 45-55€ compresa degustazione guidata): se vuoi provare questa esperienza unica ti consiglio prenotazione anticipata tramite circuito FS Treni Turistici Italiani almeno quattro settimane prima della partenza prevista.
L’arrivo in Umbria coincide sempre con eventi speciali in loco – feste nelle piazze principali dove ti accolgono bancarelle colorate, spettacoli musicali sotto gli ulivi secolari ed escursioni organizzate verso i migliori frantoi aperti delle zone limitrofe. Un modo diverso per vivere davvero il territorio senza dover pensare all’auto o al traffico domenicale.
L’Umbria regala panorami che sembrano dipinti quando il sole scende dietro le creste ondulate tra Spello e Giano dell’Umbria. Ho imparato dai vecchi contadini che il momento perfetto per visitare gli oliveti è proprio prima del calar del sole, quando le foglie argentate brillano nell’aria fresca del tardo pomeriggio ed ogni passo sul terreno argilloso libera fragranze profonde di corteccia bagnata ed erbe selvatiche.
Diversi agriturismi propongono tour privati negli uliveti monumentali (prenotabili anche online), dove puoi raccogliere qualche oliva con le tue mani seguendo i gesti antichi spiegati da chi lavora questi campi da sempre. Se hai fortuna puoi partecipare alla raccolta vera – indossa guanti robusti! – oppure fermarti semplicemente ad ascoltare aneddoti locali seduto su una pietra calda circondato da alberi vecchi centinaia d’anni.
Dopo la passeggiata arriva sempre la ricompensa migliore: sedersi davanti ad un tagliere misto con prodotti freschissimi della zona (verdure sott’olio fatte in casa comprese!), sorseggiare vino novello e godersi lo spettacolo dei colori mutevoli sui campanili lontani. Un’esperienza che ti resta addosso come l’aroma persistente dell’extravergine sulle dita dopo aver spezzato il pane caldo.
C’è anche tanto altro oltre alle degustazioni classiche durante Frantoi Aperti in Umbria: molti borghi organizzano concerti serali all’aperto (gratuiti o inclusi nelle attività giornaliere), spettacoli teatrali itineranti nei cortili medievali o mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea ispirata agli ulivi secolari.
A Gualdo Cattaneo mi sono imbattuto in uno spettacolo jazz improvvisato sotto un pergolato; vicino Bevagna ho visto ragazzi improvvisarsi pittori lungo i muri bianchi delle case antiche usando solo pigmenti naturali ricavati dalle olive stesse! Se viaggi con amici appassionati d’arte chiedete informazioni presso i punti informazioni turistiche locali sulle iniziative artistiche “diffuse” spesso poco pubblicizzate ma piene di sorprese autentiche.
E per chi ama lo sport lento? Numerose sono le proposte outdoor come pedalate tra ulivi millenari lungo percorsi ciclabili ben segnalati (possibilità noleggio bici elettriche direttamente nei borghi principali) oppure camminate meditazione lungo sentieri storici accompagnati da musicisti folk locali al tramonto… Fidati, sarà difficile scegliere!

Quando andare: La festa cade sempre tra metà ottobre e metà novembre (date precise variano ogni anno), concentrando eventi soprattutto nei weekend.
Dove dormire: Oltre agli agriturismi tipici prenota almeno due settimane prima nei paesi più richiesti come Trevi o Spello.
Cosa portare: Scarpe comode indispensabili! Porta anche uno zaino leggero per acquisti golosi last-minute direttamente dai produttori.
Dove comprare olio eccellente: Non sottovalutare i piccoli stand fuori dagli itinerari classici; spesso offrono bottiglie artigianali incredibili introvabili altrove!
Tornando verso casa con una bottiglia avvolta nella carta ruvida dello shop del frantoio penso solo a quanto sia raro oggi vivere emozioni così intense attraverso gesti semplicissimi come rompere una fetta di pane caldo sopra cui scorre lento l’extravergine novello appena nato.
L’Umbria dei frantoi aperti non è mai uguale due volte: cambiano gli odori secondo l’annata, muta la luce sui campanili alla sera ma resta quella sensazione palpabile d’appartenenza ad una storia fatta ancora dalle mani callose dei contadini veri… Quella storia ora puoi scriverla anche tu venendo qui almeno una volta nella vita!
E tu? Qual è stata la tua scoperta più sorprendente durante un viaggio enogastronomico? Raccontamelo nei commenti oppure condividi questo articolo con chi sogna ancora l’Italia autentica – sono curioso delle tue emozioni vere!
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