Ti racconto un mattino d’autunno, di quelli che solo l’Umbria sa regalare. L’aria è satura di nebbia e promesse, le colline si accendono di mille sfumature tra il verde e l’oro. Sei davanti a un antico frantoio, quel profumo intenso di olive appena raccolte ti investe prima ancora che tu varchi la soglia. È il cuore caldo di Frantoi Aperti in Umbria, la manifestazione che ogni anno – da quasi tre decenni – spalanca le porte dei piccoli borghi e delle aziende olivicole più autentiche. Qui, non assaggi soltanto l’olio; qui lo vivi, lo respiri, lo comprendi davvero.
Se hai mai desiderato perderti tra ulivi secolari e sapori veri, se vuoi sentire sotto le dita la ruvida corteccia degli alberi e sotto i denti la fragranza del pane ancora tiepido su cui cola il primo olio novello… questa avventura è per te. Ti prometto emozioni forti: la riscoperta della lentezza, incontri con chi l’olio lo fa da sempre, degustazioni guidate che cambiano il modo in cui guardi al cibo. Ti porto dove tutto ha inizio. Sei pronto?
È ottobre, ed è come se la natura stessa si preparasse a una festa intima. Le giornate sono ancora luminose ma le prime folate fresche annunciano l’arrivo dell’inverno. In questo periodo le strade tra Spello, Trevi, Campello sul Clitunno e i piccoli borghi del Perugino diventano un mosaico vivente di colori caldi.
La manifestazione Frantoi Aperti si svolge tra il 18 ottobre e il 16 novembre: cinque weekend lunghi dedicati all’oleoturismo. È il momento perfetto per visitare l’Umbria perché ogni paese coinvolto – dal più noto al più nascosto – organizza feste di piazza, mercatini rurali, concerti folk improvvisati tra gli ulivi. Ti basta lasciarti guidare dal profumo erbaceo dell’olio extravergine nuovo.
Non occorre prenotare con mesi d’anticipo (un lusso raro nei grandi eventi gastronomici): spesso puoi decidere quando partire anche solo pochi giorni prima. Se arrivi in auto da Roma o Firenze impieghi poco più di due ore; i treni regionali portano comodamente a Foligno o Spoleto e da lì puoi muoverti con bus locali o brevi taxi. Consiglio: approfitta del Treno dell’Olio – un’iniziativa speciale durante i weekend della rassegna – per scendere letteralmente ai piedi del frantoio!
C’è qualcosa di profondamente emozionante nell’aprire la porta di un vecchio frantoio umbro durante Frantoi Aperti. Non è solo una questione di gusto: entri in un luogo dove generazioni hanno lavorato fianco a fianco agli stessi macchinari – talvolta restaurati con amore, altre volte lasciati scorticare dal tempo perché ne raccontino le storie.
I padroni di casa ti accolgono spesso come un amico lontano tornato finalmente a trovare le radici: ti stringono la mano ancora infarinata dalla bruschetta appena preparata o ti fanno assaggiare con orgoglio una goccia d’olio appena spremuto su un cucchiaio freddo d’acciaio.
Nomi da segnare sul taccuino? Frantoio Gradassi a Campello sul Clitunno (qui la tradizione si tramanda dal ‘600), oppure Frantoio Marfuga a Spoleto per chi ama gli oli intensi con note piccanti e fruttate insieme. Gli orari variano ma dalle 10 alle 18 puoi quasi sempre partecipare alle visite guidate gratuite. Spesso chiedono solo una piccola quota (sui 8-12€) per degustazioni più strutturate – soldi ben spesi per chi vuole capire davvero cosa c’è dietro una bottiglia d’olio DOP.
Mentre entri nella sala della molitura durante Frantoi Aperti in Umbria sei subito avvolto da aromi intensi e pungenti. Senti rumore dei macchinari antichi alternarsi al vociare allegro dei produttori: ognuno pronto a spiegarti differenze fra cultivar Moraiolo e Leccino, oppure ti invita ad assaggiare direttamente dalla vasca d’acciaio.
L’assaggio qui non è mai frettoloso né scontato. Si parte dal pane locale abbrustolito sulle braci vive; ancora caldo viene strofinato con aglio («solo se vuoi sentirti davvero umbro!» mi confida Valentina del Frantoio Berti) poi irrorato generosamente dall’olio verde smeraldo appena nato. Al primo morso esplode tutta la freschezza dell’erba tagliata, note amare piacevoli e un piccante persistente che ti fa salivare senza voler smettere.
I veri appassionati possono seguire mini-corsi sensoriali: impari a distinguere i difetti (quell’amaro eccessivo? Un segreto ben custodito…), riconosci i sentori delle olive più mature o dei terreni sassosi tipici delle colline tra Trevi e Montefalco.
A volte trovi nelle degustazioni anche sorprese dolci come torte rustiche all’extravergine o abbinamenti audaci con cioccolato fondente locale: una nota golosa che non ti aspetti ma ti conquista subito!
Anche fuori dai frantoi il paese sembra vibrare all’unisono coi battiti del raccolto nuovo. Stradine medievali addobbate con ghirlande di rami d’olivo fresco, banchetti pieni di formaggi alla cenere, salumi umbri stagionati secondo ricette tramandate oralmente da generazioni.
A Trevi, patria della Dop Collina Assisi-Spoleto, ogni vicolo ospita laboratori artigiani dove bambini (e adulti!) imparano a intrecciare coroncine di alloro o a realizzare saponette all’olio profumatissime. Di sera risuonano fisarmoniche e canti popolari sotto le logge illuminate da lanterne tremolanti — momenti semplicissimi ma così veri che ti restano incollati addosso.
E poi ci sono gli incontri speciali: il vecchio maestro norcino che affetta piano il prosciutto spiegando differenze fra «capocollo» e «corallina», oppure Maria Teresa — custode delle ricette contadine — che offre crostini caldi con fegatini insaporiti proprio dall’extravergine appena spremuto.

A Frantoi Aperti non sei spettatore passivo ma protagonista curioso! Molte aziende propongono vere camminate didattiche fra filari secolari — io stesso ho partecipato al sentiero degli ulivi sopra Spello partendo all’alba col profumo umido della terra ancora addosso alle scarpe.
Percorsi dedicati (spesso segnalati anche dagli info point locali) alternano soste panoramiche sulle valli aperte fino alla raccolta vera dei frutti: guanti alle mani e ceste intrecciate per raccogliere olive direttamente dall’albero — esperienza impagabile soprattutto coi bambini! Alcuni frantoi offrono questa attività nel prezzo della visita o chiedono circa 15-20€ a persona compresa degustazione finale in terrazza panoramica.
Il consiglio? Porta abiti comodi che non temi di sporcare; chiedi sempre agli operatori quale cultivar andrai a raccogliere (la Moraiolo è sorprendentemente piccola ma carica di profumi), lasciati guidare dai racconti degli anziani sulla scelta del momento perfetto per staccare ogni oliva.
Dopo una mattinata intensa nulla batte un pranzo vero nelle trattorie disseminate lungo i sentieri dell’olivo — mi è rimasto nel cuore il tagliolino fatto in casa condito semplicemente con aglio fresco saltato nell’extravergine novello… pura poesia rurale!
E poi arriva quel momento magico in cui sedersi attorno al tavolo imbandito dentro al frantoio — spesso nella sala più rustica accanto alle macine — dove puoi assaporare tutta la gamma dei prodotti locali abbinati al nuovo olio extravergine.
I menu proposti durante Frantoi Aperti seguono rigorosamente stagione ed estro dei cuochi casalinghi:
Sovente trovi proposte vegetariane pensate apposta per esaltare le mille sfumature del prodotto principe; vino locale compreso nel prezzo (circa 25-35€ per menu completo). Chiedi sempre consiglio ai padroni di casa sull’abbinamento migliore — ricordo ancora l’entusiasmo contagioso della signora Paola quando mi ha fatto provare “l’abbinamento perfetto” tra olio novello leggermente piccante su lenticchie nere della Valnerina!
I palati curiosi possono prenotare sessioni dedicate alla degustazione tecnica insieme agli assaggiatori ufficiali delle Dop umbre; impari così tutti quei piccoli trucchi per riconoscere pregi e difetti… Ti verrà voglia di portarti a casa almeno una bottiglia speciale ogni volta!
L’atmosfera rilassata dei mercatini rionali durante Frantoi Aperti invoglia anche i meno esperti allo shopping intelligente — qui hai davvero modo di scegliere prodotti genuini dopo aver parlato direttamente coi produttori stessi.
Bottiglie numerate (sui 13-22€ secondo annata e provenienza geografica) ma anche conserve sott’olio fatte in casa, creme spalmabili dai sapori decisi alle erbe spontanee raccolte tra aprile e maggio (“da provare assolutamente sulle patate arrosto!” mi suggerisce Matteo de La Macina).
E non dimenticare pane locale cotto a legna da abbinare subito alla tua nuova bottiglia… Saprai già come usarlo tornando a casa!
Alcuni produttori organizzano spedizioni dirette anche fuori regione o all’estero — informati prima se hai intenzione di fare scorta senza dover riempire valigie troppo pesanti.

Dopo una giornata così intensa senti davvero il bisogno di riposarti immerso nella quiete rurale umbra… Le opzioni sono tante ma io scelgo sempre agriturismi storici incastonati tra boschi d’olivo centenari oppure piccoli b&b condotti da famiglie locali — spesso partner ufficiale dell’iniziativa Frantoi Aperti.
Prenota qualche settimana prima se vuoi scegliere camere migliori; prezzi intorno ai 70-120€ notte colazione compresa ma alcuni pacchetti includono visita privata ai frantoi vicini o attività extra come lezioni pratiche sulla potatura degli olivi!
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