C’è un silenzio denso, di quelli che senti sulla pelle, appena varchi la soglia di una distilleria in Trentino. Il profumo pungente delle vinacce ti avvolge subito, una nuvola tra note dolci e taglienti. Siamo nel cuore dell’autunno, il periodo magico in cui la grappa trentina nasce davvero: sotto le volte antiche, tra alambicchi di rame ancora caldi, qualcosa di antico si trasforma in oro liquido.
Mi piace pensare che ogni bicchierino racchiuda la pazienza dei mastri distillatori, i muretti a secco delle valli, le notti fresche e le giornate terse di ottobre. Se ti lasci guidare dalla curiosità – e magari da una voglia improvvisa di scoprire sapori veri – qui puoi vivere un’esperienza che va ben oltre l’assaggio: è un’immersione totale nei sensi e nella tradizione.
È proprio questo il viaggio che ti propongo oggi. Lasciati sorprendere dai racconti di chi la grappa la fa davvero, dai colori dei vigneti al tramonto fino agli accostamenti golosi con speck e formaggi. Ti prometto emozioni forti: la dolcezza del ricordo mischiata alla forza decisa dell’acquavite pura. Sei pronto a perderti – e ritrovarti – tra i sentieri nascosti dei distillati trentini?
La prima volta che poggi il naso sulla porta di una vera distilleria in Trentino capisci subito che qui nulla è lasciato al caso. Gli edifici sono antichi ma vivi: spesso ricavati da vecchie case contadine o magazzini in pietra dove l’aria odora ancora di legno stagionato. L’ultimo mio percorso mi ha portato da Villa de Varda, a mezz’ora da Trento verso nord, nel paese di Mezzolombardo.
Lì ho conosciuto Andrea, quarta generazione di famiglia al timone dell’alambicco: mani grandi e voce pacata, come chi ha imparato a parlare poco ma bene. «La grappa non si fa per caso», mi dice mentre mi mostra il cuore della distilleria: tubi ramati che riflettono le luci basse del mattino, vinacce fresche pronte per essere scaldate piano a bagnomaria.
A Villa de Varda puoi prenotare una visita guidata abbinata a degustazioni. Il tour dura circa un’ora e mezza (prezzo sui 40 euro a testa), minorenni esclusi ovviamente dal tasting vero ma accolti tra musei e storie d’altri tempi. Si parte dall’antica sala degli aromi – dove puoi annusare le essenze principali delle uve locali – per poi seguire tutto il ciclo produttivo fino all’assaggio finale.
Il periodo migliore? Ottobre su tutti: è allora che le vinacce arrivano freschissime dalle cantine vicine e puoi vedere davvero la magia dell’infusione al lavoro. Ma anche Natale regala emozioni speciali: qualche fiocco fuori dalla finestra, grappoli d’uva appesi come decoro e quell’atmosfera calda che solo i piccoli paesi del Trentino sanno regalare.
L’alambicco è il vero protagonista qui dentro. In ogni distilleria ha forme leggermente diverse ma conserva sempre quell’aspetto antico dei racconti popolari: curvo come una domanda sospesa nell’aria, lucido per le mani che lo puliscono ogni giorno dopo ore di lavoro meticoloso.
Nella Distilleria Bertagnolli, poco distante da Mezzocorona (facilmente raggiungibile anche in treno regionale da Trento in meno di venti minuti), si respira un rispetto quasi religioso per questo strumento. Mi hanno raccontato come cambino temperatura e pressione con attenzione maniacale; ogni dettaglio va seguito perché basta poco per perdere l’anima del distillato.
Mentre ascolti il borbottio costante del vapore nei tubi ti rendi conto che servi tutti i sensi per capire la qualità della grappa: la vista (deve essere limpida come una sorgente d’acqua), l’olfatto (cerca note floreali o fruttate senza spigoli), il gusto (caldo ma non bruciante). Se hai fortuna magari incroci Marco – uno dei degustatori storici – che adora farti annusare le sue “essenze segrete” prima ancora dell’assaggio vero.
Qui organizzano degustazioni abbinate a speck tagliato spesso e formaggi locali dal sapore deciso: una vera rivelazione quando vuoi capire come l’acquavite può esaltare o ammorbidire certi sapori forti. Prezzo? Calcola sui 25-30 euro con almeno tre assaggi importanti più stuzzichini tipici.
Poche cose nella vita sanno parlare come camminare all’aperto tra le colline dorate autunnali del Trentino mentre nell’aria aleggia ancora l’aroma intenso delle vinacce appena lavorate. Lungo la Piana Rotaliana o nelle piccole valli attorno a San Michele all’Adige puoi fermarti a osservare i carretti carichi d’uva che corrono verso le cantine; qui tutto profuma di futuro raccolto, promesse liquide pronte a diventare calici vividi.
Un piccolo consiglio da insider: cerca la Grappa L’Ònes, laboratorio artigianale minuscolo ai piedi dei primi tornanti verso Cembra-Lisignago. Lì assaggi grappe fatte solo con vitigni autoctoni come Pinot Nero o Müller Thurgau; il padrone di casa ti fa toccare con mano (letteralmente!) la differenza fra vinacce giovani e ben mature.
A piedi o in bicicletta? Io suggerisco scarpe comode perché tra filari scoscesi e cortili sterrati c’è molto da esplorare. Dalla stazione ferroviaria principale ci metti meno di venticinque minuti in auto oppure puoi organizzare qualche tratto panoramico con autobus locali direzione Lavis-Cembra (gli orari sono frequenti nelle giornate feriali).

C’è un momento preciso in cui capisci perché questa terra sia così vocata alla produzione sia di formaggi intensissimi che di grappe bianche dai profumi netti. È quando li assaggi insieme! Nelle sale degustazione delle distillerie più celebri – dalla stessa Bertagnolli alla piccola Casimiro a Pressano – ti imbatti spesso in tavolate rustiche dove fette spesse di speck si alternano a pezzetti burrosi di Casolet o Puzzone di Moena.
L’accostamento vincente? Una grappa morbida ottenuta da Trebbiano locale con formaggio erborinato dolce; oppure una barricata dall’aroma vanigliato insieme alle croste tostate del pane nero altoatesino. Ricorda sempre però che uno degli abbinamenti top è quello col tipico salume trentino affumicato sul legno d’abete!
Spesso queste degustazioni sono comprese nel prezzo della visita guidata oppure acquistabili a parte (di solito intorno ai 30 euro): chiedi però sempre se includono prodotti artigianali veri o solo selezioni generiche da supermercato… La differenza si sente eccome!
Tutto nasce dalla tradizione più pura ma oggi anche il mondo della grappa trentina si reinventa alla grande! L’ho scoperto chiacchierando con Giulia della giovane Distilleria L’Ones: lei ama creare infusi naturali utilizzando erbe locali raccolte all’alba nei boschi intorno a Pergine Valsugana ma anche fiori secchi delle Dolomiti.
I nuovi mix sono sorprendenti: limoncello “in versione alpina”, liquori amari alle bacche selvatiche oppure semplicissimi cocktail analcolici dove bastano poche gocce aromatiche per fare la differenza su ghiaccio. Nei bar migliori del centro storico di Trento trovi ormai spesso “negroni” rivisitati con acquavite locale o spritz speziati perfetti per aperitivi diversi dal solito prosecco industriale.
D’estate alcuni locali propongono serate aperte dedicate agli abbinamenti insoliti tra finger food modernissimo (chips croccanti fatte con polenta) ed estratti aromatici prodotti dalle micro-distillerie artigianali sparse nei paesi delle valli laterali.
C’è infine un tesoro nascosto nelle sale museo annesse molte volte alle distillerie più antiche del Trentino. Un esempio su tutti è il museo alla Villa de Varda: lì trovi letteralmente centinaia fra bottiglie storiche originali (alcune risalgono ai primi anni del Novecento), strumenti manuali usati per decenni ed etichette retrò scritte ancora a mano dalla bisnonna Rosina!
Mentre passeggi fra questi reperti ascolterai spesso gli aneddoti più incredibili dai proprietari stessi o dagli anziani del paese venuti per «fare compagnia» nei giorni freddi d’inverno. Un signore mi raccontò – bicchierino alla mano – la storia buffa dell’unica volta in cui scambiarono l’acquavite giovane per acqua durante una merenda campestre… Risultato? Un pomeriggio decisamente allegro!

I musei sono generalmente compresi nel prezzo della visita guidata alle distillerie principali; controlla però sempre gli orari aggiornati soprattutto fuori stagione (in estate quasi tutti aperti anche nei weekend).
Scegli sempre prodotti certificati dall’Istituto Tutela Grappa Trentina; verifica sull’etichetta l’origine locale delle vinacce e preferisci bottiglie prodotte tramite distillazione lenta tradizionale a bagnomaria piuttosto che processi industrializzati rapidi.
Punto vendita diretto presso Villa de Varda, Bertagnolli o piccoli laboratori artigianali come L’Ones; molti hanno shop online ma nulla batte chiedere consiglio sul posto direttamente ai produttori dopo aver assaggiato qualche campione dal vivo!
Sì, soprattutto nei periodi clou come vendemmia/autunno o durante eventi speciali natalizi conviene scrivere/mail/prenotare online almeno 3-4 giorni prima; così eviti file inutili ed esperienze meno personalizzate!
C’è un attimo speciale dopo ogni degustazione nelle distillerie trentine quando restano solo piccole gocce dorate nel bicchierino e fuori cala piano piano il buio sulle montagne lontane.
Allora capisci quanto sia profondo il legame fra questa terra ruvida e generosa ed un prodotto così schietto.
Tutto quello che hai sentito – dagli aromi erbacei all’affetto sorridente dei produttori – ti rimane addosso come quel velo sottile sulla lingua dopo un sorso.
Se hai voglia d’intensità vera nella vita (o semplicemente vuoi portarti via un po’ dello spirito alpino) scegli presto questa esperienza…
E poi scrivimi pure nei commenti qual è stata la tua grappa preferita: chissà se abbiamo avuto lo stesso colpo di fulmine davanti agli stessi filari baciati dal sole!
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