Visitare i castelli della Valle d’Aosta
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Scopriamo i castelli della Valle d’Aosta fra scenari da fiaba, storia e natura

 

La Valle d’Aosta è costellata da decine e decine di castelli e antiche residenze nobiliari (addirittura sembrano essere più di 130!).
Molti risalgono al Medioevo, al Rinascimento, fino ai più recenti dei primi anni del 1900, costruiti con funzione di difesa, arroccati in cima a prorompenti rilievi o a dolci colline.
Visitare un castello della Valle d’Aosta è una parte essenziale di un tour per scoprire e conoscere questa regione dai panorami mozzafiato. Molti castelli valdostani possono essere visitati anche internamente ed alcuni castelli in Valle d’Aosta ospitano mostre ed eventi che assumono un fascino in più in questi ambienti storici.
Di seguito troverai i castelli della Valle d’Aosta più belli, che ti consiglio di visitare.

 

Castello Savoia a Gressoney-Saint-Jean

Alcuni castelli della Valle d’Aosta sono costruiti in posizioni strategiche per poter difendere i borghi circostanti, altri invece sorgono in luoghi semplicemente splendidi alla vista.
Quest’ultimo è il caso del Castello Savoia nel belvedere ai piedi del Colle della Ranzola, da cui si gode lo spettacolo immenso della vallata fino ai ghiacciai. Questo castello della Valle d’Aosta è stato la residenza estiva della Regina Margherita di Savoia.

Il castello valdostano presenta tutti gli arredi originali e per preservare la pavimentazione i visitatori devono indossare i calzari.
La struttura progettata dall’architetto Emilio Stramucci con decorazioni di Carlo Cussetti e intagli del soffitto a cassettoni e degli arredi in legno di Michele Dellera presenta uno stile medioevale e si snoda su tre piani, più i sotterranei.

Di questi è possibile visitare il piano terra e il primo piano:
il piano terra ospita un altare utilizzato per le cerimonie religiose, la sala da pranzo con camino maestosamente decorata e una veranda semicircolare che offre una vista mozzafiato sulla vallata. In ultimo si arriva alla sala hobby dove è custodito un biliardo originale.

Come nelle comuni fantasie per accedere al secondo piano, chiamato piano nobiliare, un atrio conduce a un imponente scalone a chiocciola in legno intagliato con decorazioni di grifoni e aquile.
Un consiglio: non vi affrettate a salire le scale! Nell’atrio volgete lo sguardo al soffitto. Qui troverete una scritta: “Hic manebimus optime” che significa “Qui staremo benissimo”. È una frase ripresa dalla Storia Romana di Tito Livio che la attribuisce a un centurione all’epoca del Sacco di Roma e che simboleggia il voler rimanere nella città.
Il piano nobiliare ospita le stanze dove alloggiavano il padre spirituale, che seguiva sempre la famiglia negli spostamenti, il Re Umberto I, il suo successore Umberto II (ultimo re d’Italia) e la Regina Margherita più un piccolo boudoir.
È interessante soffermarsi a guardare le fotografie della famiglia reale esposte nelle stanze e gli arredi che esprimono a pieno il gusto della regina.

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Castello Savoia – Frickr Alessandro LS

 

Forte di Bard

Solo dal 2006 il Forte di Bard è stato aperto alle visite ed è forse fra i castelli della Valle d’Aosta quello più moderno con servizi come bar, ristorante, sale per le conferenze e perfino un albergo. Grazie a ciò può ospitare grandi eventi, mostre d’arte antica e moderna e mostre fotografiche. Nel cortile esterno spesso nel periodo estivo si tengono concerti e rappresentazioni teatrali.
Permanentemente ospita tre percorsi museali visitabili:

  • Il museo delle Alpi
  • Alpi dei ragazzi
  • Le prigioni
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Forte di Bard – Flickr Michele Avetrani

 

Il Castello di Sarre

Questo castello della Valle d’Aosta, dal nome completo “Castello Reale di Sarre”, era appunto proprietà del Re Vittorio Emanuele II di Savoia ed era la sede prediletta per le spedizioni del sovrano verso i territori che ora fanno parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Successivamente fu utilizzata come dimora di villeggiatura. Tante sono le opere, i trofei di caccia e i quadri che ne arricchiscono le sale.
La Galleria, il Salone e le raffigurazioni degli avvenimenti principali che hanno caratterizzato la dinastia sabauda nel XX secolo rendono molto affascinante la visita alla dimora reale.

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Castello di Sarre – Flickr Paolo Fornelli

 

Castello di Saint Pierre

Nella Valle d’Aosta castelli magnifici ti aspettano e il Castello di Saint Pierre è fra i più simbolici della regione. Con la peculiare forma dei castelli valdostani antichi, è stato ristrutturato incentivando ancor di più l’immaginario fiabesco che richiama.

Il castello, appartenuto alla famiglia de Sancto Petro da cui prende il nome, è arroccato sopra il paese e presenta il nucleo centrale residenziale, la cinta muraria e la torre.

Oggi il Castello di Saint Pierre ospita il Museo regionale di scienze naturali della Valle d’Aosta.

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Castello di Saint Pierre – Flickr Paolo Giachino

 

Castello Sarriod de la Tour

Questo maniero medioevale sorge dalla parte opposta del borgo rispetto al Castello di Saint Pierre, (sempre nel comune di Saint Pierre) in una pianura che termina a strapiombo sulla Dora Baltea.
Il castello in realtà è un insieme di edifici di epoche diverse appartenuti alla famiglia Sarriod de la Tour, riuniti da una cinta muraria dove, comunque, si può ammirare la tipica struttura medievale dei castelli valdostani: il donjon (o dongione) è l’elemento principale, una torre fortificata che veniva probabilmente utilizzata come rifugio in caso di invasione.
Da visitare la Cappella con gli affreschi del Duecento e la “Sala delle teste” dove ti sorprenderanno le originali decorazioni intagliate nel soffitto ligneo che rappresentano facce buffe, insolite e poco pudiche.

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Castello Sarriod de la Tour – Flickr Moreno Murru

 

Castello di Fénis

La particolarità di questo castello della Valle d’Aosta è che non sorge a protezione di un borgo o in cima ad una sporgenza rocciosa. La struttura presenta tutti i canoni per essere stata utilizzata dalla famiglia Challant- Fénis come sede di rappresentanza.
Il castello di Fénis ha una pianta pentagonale, che ha probabilmente inglobato tutte le strutture presenti anticamente ed esibisce quattro torrette circolari ed una torre principale a pianta quadrata. Ulteriori torrette collegano una doppia cinta di mura, derivante da interventi successivi, che serviva soprattutto ad impressionare la popolazione.
Il castello di Fénis rimane uno dei principali castelli vadostani meta delle visite turistiche.

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Castello di Fénis -Flickr Tart@ Photography

 

Castello Ussel

Questo castello della Valle d’Aosta segna l’ultima tappa evolutiva del tramutarsi dell’architettura medioevale.
Si può dire che è al centro tra il classico castello medioevale di Fénis e il Castello di Verrès, rigido e spoglio. Anche qui, parte dell’opera è dei Challant e parte dei Savoia. Successivamente la struttura fu utilizzata come prigione.
Grazie alle restaurazioni, oggi è possibile visitare il castello ed è stato adibito un percorso pedonale per ammirare la piana di Châtillon con tutti i suoi edifici storici.

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Castello Ussel

 

Castello di Verrès

Il castello di Verrès, come abbiamo detto, si presenta come una rocca spoglia e imponente, alquanto suggestiva. La sua forma attuale deriva da una ristrutturazione del XIV secolo da parte di Ibleto Challant, un nobile di spicco che diede al castello un carattere più moderno, forse più militare di forma quadrata.
È interessante vedere come, struttura dopo struttura, l’architettura dei castelli della Valle d’Aosta si è modificata.

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Castello di Verrès – Flickr K_Eper

 

Castello di Issogne

Dal Castello di Verrès attraversando il fiume Dora Baltea, lo stile cambia totalmente: arriviamo, infatti, al rinomato Castello di Issogne dallo stile prettamente rinascimentale.
Inizialmente proprietà del vescovo d’Aosta, è successivamente passato in mano alla famiglia Challant di cui affreschi presenti nelle stanze raccontano la storia.
La forma a ferro di cavallo odierna nasce da una ristrutturazione per volere di Giorgio di Challant che unificò le varie strutture per dare vita ad un castello, che nel 1500 visse gli anni dello splendore ospitando ospiti illustri. Successivamente iniziò il declino a causa dell’eredità contesa e della decadenza della nobile famiglia degli Challant.
Solo nel 1872 il pittore Vittorio Avondo arrestò questa discesa acquistando uno fra i più bei castelli della Val d’Aosta, proprio il Castello di Issogne, riarredandolo con mobili originali o copie di mobili d’epoca, cercando di non snaturare lo stile anticamente acquisito.
La leggenda di un fantasma aleggia nel Castello di Issogne: ha il nome Bianca Maria e si dice passeggi al chiaro di luna tenendo la testa mozzata nelle mani chiedendo di pregare per lei. Dovrebbe essere la prima moglie di Renato di Challant che fu punita per i suoi ripetuti tradimenti con la decapitazione.
Nella visita guidata potrai ammirare nel cortile interno la splendida fontana del melograno, dal profondo significato per la famiglia Challant, le lunette del porticato che rappresentano scene di vita quotidiana e le più importanti sale del castello.

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Castello di Issogne – Flickr Stefano Merli

 

Castello Gamba

È uno dei castelli più moderni, dei primi anni del ‘900, costruito su commissione di Charles Maurice Gamba, marito della figlia del conte Christin d’Entrèves.
Qui puoi trovare un’esposizione di arte moderna e contemporanea che dà vita a più di 150 opere di una collezione regionale che raccoglie dipinti, sculture e raccolte fotografiche dall’Ottocento ai giorni nostri.

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Castello Gamba – Flickr Andrea Mucelli

 

Castello di Introd

Parliamo di una struttura molto semplice: un mastio dalla base quadrata con una cinta muraria che lo circonda, risalente al XII secolo con ampliamenti della struttura nei secoli successivi.
Oggi il castello non è della regione, come quasi tutti gli altri castelli della Valle d’Aosta, ma è proprietà dei conti Caracciolo di Brienza che però hanno ceduto in comodato d’uso la parte visitabile al comune di Introd.
Le visite sono gestite dalla Fondation Grand Paradis che ha pensato ad un progetto interattivo che ruota intorno ad un documento ritrovato nel castello: la bolla papale che autorizzava il matrimonio tra Chaterine de Challand e Pierre Sarriod d’Introd, di cui il castello espone l’originale.
Elementi virtuali e sonori fanno ripercorrere la storia del castello e dei suoi personaggi.

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Castello di Introd – Flickr Andrea Carloni

 

Castello Baraing

Cambiando stile, il Castello Baraing è puramente neogotico e sorge su una rupe che sovrasta il borgo. È stato commissionato dal dottor Pietro Annibale Baraing, figura importante della fine del 1800 di Pont-Saint- Martin. Il castello in passato è stato la sede del Municipio e ora ospita la sede della Comunità Montana Mont Rose.

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Castello Baraing – Flickr Vicente Mavares

 

Castello di Aymavilles

Al centro dell’omonimo paese sorge il castello di Aymavilles posato su un rilievo morenico.
Il corpo centrale è la parte più antica dell’edificio a cui sono state aggiunte, nel Trecento, le quattro imponenti torri cilindriche. L’aspetto barocco degli interni risale alle modifiche adottate dal barone Giuseppe Felice di Challant, che eliminò le strutture difensive e militari per esaltarne la bellezza.
Vi consiglio di controllare se è visitabile prima di mettervi in macchina perché negli ultimi anni per i diversi restauri il castello è rimasto chiuso al pubblico.

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Castello di Aymavilles – Flickr Giovanni Vastano

 

Castello di Cly

Nel comune di Saint Denis sorge un castello della Valle d’Aosta dalla funzione puramente difensiva. Domina incontrastato sulla vallata trovandosi ad un’altezza di circa 780 metri ed è un edificio semplice, primitivo, con il classico elemento centrale del mastio a pianta quadrata.
Interessante l’origine del sito, di cui sono stati scoperti resti dell’epoca preistorica e romanica come mostrano i ruderi di una piccola cappella romanica dedicata a San Maurizio.

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Castello di Cly – Flickr Andrea Mucelli

 

Castello Vallaise di Arnad

Il castello è stato costruito nel XVII secolo dalla famiglia Vallaise. Esternamente spiccano le 2 torri quadrangolari e la suddivisione interna è di tre piani maestosamente decorati.
Da visitare assolutamente il Salone d’Onore dove troverai raffigurate dieci località, un tempo appartenute alla famiglia del castello.
Nel giardino è presente la Cappella dedicata a San Giuseppe, Sant’Antonio e alla Vergine Maria finemente decorata in stile barocco.

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Castello Vallaise di Arnad – Flickr Luigi Guerrieri Gonzaga

 

Non solo castelli della Valle d’Aosta…

Oltre a soddisfare gli occhi, un giro per le località e i borghi che ospitano i castelli valdostani appagherà la voglia di buon cibo.

Durante un tour dei castelli della Valle d’Aosta, non può mancare una degustazione di formaggi del territorio. La regione, infatti, è famosa per la fontina DOP: un formaggio dalla sottile crosta esterna e dall’interno elastico e fondente che al gusto scaturisce il sapore intenso dato dalla stagionatura.
Con il tour della Valle d’Aosta a tutto gusto, proposto da Italia Delight, potrai visitare il Museo della Fontina presente a Valpelline dove scoprirai i magazzini di stagionatura scavati nella roccia dove la fontina riposa per un minimo di 80 giorni.

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Fontina DOP

Un altro prodotto a certificazione che non può mancare sul tuo tagliere è il Valle d’Aosta Formadzo DOP, un formaggio semi dolce se fresco e più deciso, leggermente piccante e salato, con la stagionatura. Si può trovare di varie tipologie (grasso, semigrasso, magro e misto vaccino-capra) anche con l’aggiunta di erbe aromatiche.

La località del Castello Vallaise, che abbiamo visto poco fa, è famosa per il Valle d’Aosta Lard D’Arnad DOP: un prodotto molto apprezzato e ottenuto dalla schiena del maiale tagliata, sgrassata e messa a maturare in antichi recipienti di castagno o rovere (chiamati doils) con sale, acqua, spezie ed erbe aromatiche.
Questo metodo di lavorazione è così antico che nelle cucine del castello di Arnad è stata rinvenuta la presenza di diversi doils.
Il lardo viene stagionato almeno per tre mesi dove acquista tutto il profumo e il sapore che lo caratterizzano.
Ogni anno da circa 50 anni ad agosto si tiene la festa del Valle d’Aosta Lard d’Arnad DOP chiamata “Féhta dou lar” dove in una radura con chalet in legno decorati a festa, si possono assaggiare i prodotti tipici e svolgere attività in laboratori del gusto.

Il clima in Valle d’Aosta può essere molto rigido e forse per questo la regione ha sviluppato una buona tradizione di distillazione di liquori spesso ottenuti con erbe alpine. Il freddo favorisce anche la conservazione delle vinacce con cui vengono prodotte delle ottime grappe.
Se vuoi visitare una piccola distilleria o conoscere altri prodotti del territorio come il prosciutto crudo Saint Marcel, il tour di Italia Delight fa per te: quattro giorni per scoprire i castelli della Valle d’Aosta e nuovi sapori della gastronomia locale. Solo l’imbarazzo della scelta, dunque, perché oltre ai castelli Valle d’Aosta vuol dire anche prodotti tipici che ti stupiranno e conquisteranno ogni palato!

Ti è piaciuto l’articolo sui castelli della Valle d’Aosta a cura di Nur Migahed, laureanda in Scienze e Culture Enogastronomiche presso l’Università Roma Tre? Scopri tutte le esperienze e parti per questa splendida regione con Italia Delight! 😉🚗

 

L’autore

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Italia Delight
Italia Delight è la piattaforma online che permette a chiunque, sia viaggiatore che operatori business (B2C e B2B) di prenotare esperienze enogastronomiche autentiche direttamente con i migliori Esperti del Gusto italiani: contadini, vignaioli, pescatori, allevatori e pasticceri, saltando tutti gli intermediari. La prenotazione è diretta fra Esperto e viaggiatore.

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