Tuscia: terra di borghi, nocciole e tartufi
Civita di Bagnoregio landmark, medieval village view on twilight

Viaggio nella Tuscia fra borghi incantevoli e specialità gastronomiche locali.

 

La Tuscia è una terra di confine compresa tra Lazio, Umbria e Toscana, che corrisponde all’area meridionale dell’antica regione conosciuta come Etruria.

Se un tempo col termine Tuscia si indicava tutta l’area dominata dagli Etruschi, oggi con questa dicitura si fa riferimento soprattutto alla Provincia di Viterbo e alla parte settentrionale della provincia di Roma.

Ricca di attrazioni storiche e naturali, questa terra appare come un’alternarsi di cittadine medievali, borghi arroccati, laghi e colline verdissime. Impossibile prescindere da una visita a luoghi incantevoli come Bomarzo, i laghi di Bracciano, Bolsena e Vico, la riserva delle Saline e la splendida Bagnoregio, nota come la “città che muore”.

Ma quali sono i borghi più belli della Tuscia?

Le città e i borghi da non perdere: Caprarola e Vitorchiano

Caprarola sorge al centro di un vero e proprio paradiso naturale; un luogo incontaminato, reso ancor più speciale dalle vaste coltivazioni di nocciole. Quelle che provengono dai noccioleti di Caprarola sono nocciole di altissima qualità, tanto che da qualche anno la locale Sagra delle Nocciole​ è diventata una delle più note e frequentate della zona.

Ma la cittadina è famosa anche per la sua peculiare struttura urbanistica (caratterizzata da una strada centrale, la Via Dritta, da cui prendono origine tutte le vie consolari) e per il Palazzo Farnese, con la monumentale Scala Regia e i giardini all’italiana. Caprarola è uno dei principali punti d’appoggio dei turisti che visitano il vicino Lago di Vico.

A proposito di nocciole, nella vicina Civita Castellana sorge l’azienda di Luca, produttore della varietà locale di nocciole, la Tonda Gentile Romana. Qui, potrai prendere parte a percorsi sensoriali tra i vasti noccioleti, con la possibilità di degustare le nocciole, ma anche i prodotti che ne derivano. Tra questi il pregiato cioccolato artigianale di Civita Castellana e le creme spalmabili, caratterizzate da un’elevata percentuale di nocciole e ridotte quantità di zuccheri e oli aggiunti.

Tuscia: nocciole, tartufi e cioccolato

Abbarbicato su una rupe a strapiombo sulla valle sottostante, Vitorchiano è caratterizzato da un dedalo di viuzze lastricate chiuse all’interno dell’imponente cinta muraria medievale. Queste caratteristiche rendono la cittadina una delle più pittoresche della Tuscia, conferendole quel fascino tipico dei luoghi poco frequentati. Sulla centralissima Piazza Roma, si affacciano il Palazzo Comunale con la Torre dell’Orologio e la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

Borghi da visitare nella Tuscia: la “città che muore” e Tarquinia

Civita di Bagnoregio è probabilmente uno dei borghi più famosi dello Stivale. Tristemente nota come la “città che muore”, sorge su una rupe isolata, costantemente sottoposta all’erosione causata dagli agenti atmosferici. Civita di Bagnoregio non offre alcuna certezza circa gli anni o i secoli che le restano da vivere, ma quel che è certo è che si tratta di un piccolo capolavoro, in grado di restare nel cuore di chiunque decida di visitarla.

Civita di Bagnoregio landmark, aerial panoramic view on sunset.

La città etrusca per eccellenza non può che essere Tarquinia, una delle testimonianze meglio conservate di un popolo le cui origini sono ancora avvolte nel mistero. Un’antica leggenda vuole che la città sia stata fondata dall’eroe della mitologia etrusca Tarconte. Da non perdere il Museo Nazionale, noto per l’incredibile quantità di reperti archeologici, la Chiesa di Santa Maria di Castello e quella di San Giacomo, oltre all’elegante Palazzo Vitelleschi, sede del Museo nazionale etrusco.

Bomarzo e Viterbo: cose da vedere

Sede pontificia per più di vent’anni, Viterbo è conosciuta come la Città dei Papi.

Il grande centro storico e le facciate degli edifici realizzate in peperino, pregiata pietra locale, fanno di questa cittadina medievale una delle destinazioni più richieste dai turisti che desiderano vistare la Tuscia. Splendido il Palazzo dei Papi, perla rara dell’architettura gotica. Da non perdere nemmeno il quartiere San Pellegrino, Piazza della Morte e la Cattedrale di San Lorenzo.

Grazie alla presenza del celebre Parco dei Mostri, Bomarzo è uno dei centri più rinomati della Tuscia viterbese. La cittadina sorge tra la valle del Tevere e i Monti Cimini ed è dominata dall’imponente Palazzo Orsini. A pochi chilometri dall’abitato, invece, fa bella mostra di sé un luogo incantato e misterioso: il Parco dei Mostri, o Sacro Bosco. Fu realizzato verso la metà del XVI secolo dall’architetto Pirro Ligorio, che ne fece uno straordinario itinerario ricco di metafore, incarnate dalle mostruose figure che fanno capolino tra la vegetazione lussureggiante. Ogni scultura vuole ricondurre alla tradizione misteriosofica cinquecentesca.

Il tartufo della Tuscia e gli oli extravergine Tuscia DOP e Canino DOP

La Tuscia non è soltanto storia e natura, ma anche buona cucina e prodotti di qualità.

Ad esempio, come si fa a non menzionare il tartufo nero di Blera e l’olio extravergine d’oliva? Per quanto riguarda il tartufo, il terreno argilloso è l’ideale per la crescita di una delle specie micologiche più ricercate.

Sempre in quel di Civita Castellana, è possibile prendere parte alla ricerca del tartufo accompagnati da un vero esperto del settore. Stiamo parlando di Matteo che, in compagnia dei suoi cani, da anni esplora le aree collinari alla ricerca di uno dei tesori più ambiti dai cosiddetti “tartufai”. Al termine dell’esperienza, si farà ritorno in azienda dove potrai degustare i tartufi appena trovati e tutti gli altri prodotti, tra cui creme alla nocciola, olio extravergine d’oliva e vini d’annata.

Segnalato da molte riviste specializzate tra i migliori d’Italia, l’olio extravergine d’oliva della Tuscia viene prodotto grazie alla massiccia presenza di uliveti, che coprono circa il 7% della superficie agricola provinciale. La bontà di questo prodotto dipende da numerosi fattori, tra cui la presenza di terreni di origine vulcanica, particolarmente fertili e ricchi di sostanze nutritive.

La storia dell’olio della Tuscia affonda le proprie radici in un passato lontano. Furono i Greci ad importare la coltivazione degli olivi in Etruria. Pochi decenni dopo, gli Etruschi presero a diffonderne le tecniche di estrazione presso gli altri popoli italici.

Oggi, quest’olio è noto per la vivacità del sapore, per la freschezza e l’accento fruttato. Gli standard di qualità dell’olio extravergine della Tuscia sono garantiti dal marchio “Tuscia Viterbese”, assegnato dalla Camera di Commercio alle aziende che rispondono alle indicazioni vigenti.

La produzione annovera due diverse varietà: il DOP Tuscia e il DOP Canino. Il primo nasce da terreni vulcanici, è mediamente fruttato, presenta toni dorati e un sapore leggermente piccante. Il Canino, invece, deriva il suo nome dagli oli che si estraggono dalle olive della varietà omonima. È un olio verde smeraldo con riflessi dorati, dall’odore fruttato e con un sottofondo piccante e amaro, di intensità variabile. Il sapore è più deciso rispetto al DOP Tuscia.

Proprio a Canino, potrai prendere parte ad una visita in frantoio, completata da un tour negli uliveti e da una degustazione di oli extravergini mono-varietali. Al termine della giornata, avrai diritto a una deliziosa cena in trattoria, presso cui degustare piatti tipici della Tuscia, in abbinamento ai pregiati oli mono-varietali di Paolo. Un’occasione da non perdere!

 

L’autore

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