Ivrea: cosa fare e vedere

Ivrea: dove si trova, le origini, la città antica e industriale

 

Ivrea è una cittadina piemontese posta ai piedi delle Alpi. È considerata fin dall’antichità come il capoluogo del Canavese, zona territoriale a nord di Torino. Ivrea è un comune ricco di storia. Infatti si sa con certezza che fu fondata dal popolo romano nel 100 a.C. sulla base di un antico insediamento pre-esistente.

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Una caratteristica molto importante di Ivrea, che richiama turisti provenienti da ogni parte, è la sua posizione sulla Via Francigena.

L’itinerario francigeno nel passato aveva una valenza molto importante e anche strategico. Arrivando da nord, dalla Valle d’Aosta, si faceva tappa ad Ivrea, per poi proseguire fino alla volta di Roma. Si può comprendere che questa via era una zona prolifera di scambi e comunicazioni. Vi passavano non solo mercanti ma anche uomini politici, interi eserciti oltre che uomini dotti e ricchi di cultura. La via Frangigena Morenico-Canavesana, questo è il nome completo, si prolunga per circa 50/55 km. Altamente suggestivo è il tratto della Via Francigena che interessa Ivrea: il tratto dell’Anfiteatro Morenico. Questo è sorto dal Ghiacciaio Balteo una volta ritiratosi a causa del cambiamento delle condizioni climatiche.

Il nome originale di Ivrea era Eporedia, che significava “carro equestre trainato da cavalli”. Attualmente la città è ben distinta in due zone principali: la città antica e la città industriale.

Ivrea: città antica - centro storico

Per quanto riguarda la prima, si consiglia di visitarla a piedi in quanto ricca di attrazioni culturali e storiche non indifferenti.

La città antica d’Ivrea contiene testimonianze medioevali e romane come il Castello d’Ivrea, la Cattedrale di S.Maria Assunta, il ponte vecchio ed il borghetto, piccolo centro urbano posto al di la del ponte.

Per quanto riguarda la città industriale, bisogna menzionare che Ivrea è diventata patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. La città offre un itinerario legato all’eredità olivettiana riguardante l’edilizia e l’urbanistica. Nel luglio 2018 è arrivata quindi la nomina di patrimonio dell’Unesco premiando Ivrea come città industriale del 20esimo secolo. L’Olivetti nacque nel 1908 e fu da subito non solo una semplice industria ma una vera propria città industriale all’interno della città d’Ivrea. Affianco quindi agli spazi lavorativi, sorgevano le aree da vivere insieme alla comunità e le residenze per i dipendenti.

Ivrea: l’itinerario naturalistico e i Balmetti di Borgofranco

Ivrea propone ai suoi visitatori un bellissimo e affascinante percorso naturalistico in cui sono inclusi ben cinque laghi. Gli anelli dei cinque laghi è una delle zone più belle della regione e offre la possibilità ai turisti di visitarla a piedi o in bicicletta.

Il lago Sirio è il più grande, conosciuto e balneabile. Il lago Nero è altamente suggestivo, selvaggio e percorribile attraverso un sentiero circolare. Il lago Pistono è completamente immerso nella natura tra alberi di castagno e vigneti. Il lago di Campagna permette di godersi una vista magnifica sul canavese. Infine, c’è ancora l’anello di Maresco di Bienca che permette di osservare i resti di un antico acquedotto romano.

Impossibile poi non nominare Ivrea senza fare riferimento ai Balmetti di Borgofranco.

Questi sono un fenomeno naturale che si è venuto a creare nel corso dei secoli. La parola balmetti sta a significare delle grotte ma in realtà sono delle architetture, cavità naturali nate spontaneamente in castonate tra le rocce. Queste cantine sorgono attaccate alle rocce e se ne contano circa 300. Sono state e sono tutt’ora particolarmente importanti per l’affinazione e la conservazione del vino. Infatti la temperatura è sempre costante sui 7°C, qualsiasi sia la stagione dell’anno in cui ci si trova. I Balmetti di Borgofranco sono certamente una ricchezza territoriale del rivarolo canavese e sono uno dei luoghi da visitare nei pressi d’Ivrea.

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Il carnevale d’Ivrea e l’enogastronomia del canavese

Il carnevale d’Ivrea fa parte di una tradizione storica importantissima ed è un evento italiano conosciuto in tutto il mondo. Nato nel periodo medioevale, si sviluppa attorno a leggende che interessano personaggi come la mugnaia, il barone, il generale, gli ufficiali a cavallo e tanti altri.

Sicuramente il carnevale d’Ivrea è conosciuto anche per la battaglia delle arance: turisti e popolani si riversano nelle strade indossando un cappello rosso (berretto frigio) e combattono a colpi di arance.

La città del canavese è nota anche per la produzione di vini come l’Erbaluce di Caluso, Carema DOC e Canavese DOC. Il primo è un vino bianco secco nato dal vitigno erbaluce in purezza. Il Carema DOC invece nasce da uve nebbiolo (minimo 85%) e da’ origine ad un vino rosso con un affinamento importante. Il Canavese DOC può essere un vino bianco nato da uve Erbaluce, rosato o rosso con uve Nebbiolo, Neretto o Freisa in percentuali differenti.

Per quanto riguarda la gastronomia, famosissime sono le miasse. Queste sono dei rettangoli croccanti cucinati con farina di mais, uova, olio e acqua da accompagnare rigorosamente con formaggio piccante e leggermente speziato (Salignun).

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