Ecco la guida per conoscere e degustare il vino sardo! Dall’antichità ad oggi, scopriamo i vini sardi famosi ed i vitigni sardi autoctoni. 

 

La Sardegna ha fra le più antiche tradizioni vitivinicole del territorio italiano.

Nell’isola sono presenti molti vitigni sardi autoctoni e la coltura della vite risale al periodo Nuragico. Si tratta del periodo che intercorre dall’età del bronzo al II secolo d.C., dove la popolazione produceva già vino.

A confermarlo a pochi chilometri da Cagliari, nel villaggio nuragico di Monte Zara, è stato il ritrovamento di una pressa in pietra che gli studiosi riconducono ad uno strumento per la pigiatura dell’uva.

Altra prova dell’antichissima tradizione del vino di Sardegna si trova a Cabras. In questa località il pozzo nuragico di Osa ha conservato naturalmente per migliaia di anni vinaccioli di Vernaccia e Malvasia (varietà autoctone).

Le prove inconfutabili della produzione di Vitis Vinifera Sylvestris nel periodo nuragico sono tantissime. Alcune leggende greche narrano che fu Aristeo, figlio di Apollo, giunto in Sardegna dalla Beozia, a fondare lantica Caralis (l’odierna città di Cagliari) ed introdurre la coltivazione della vite sull’isola.

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vini sardi famosi

 

La dominazione spagnola nel medioevo ha introdotto “nuovi” vitigni sardi, fra cui il Cagnulari conosciuto anche con il nome di Bove duro di Spagna.

Questa varietà a bacca nera è coltivata soprattutto nei terreni di Usini e nei comuni di Ossi, Tissi, Ittiri, Olmedo e Alghero. Utilizzato per la produzione dell’Alghero Cagnulari DOC e dell’Isola dei Nuragi IGT.

La Sardegna offre un habitat ideale per la coltivazione della vite, che si è accomodata e ha persistito nel tempo dando vita a pregiati vini di Sardegna.

Ovviamente con la diffusione della fillossera (insetto fitofago che attacca le radici delle specie Europee) anche in queste zone hanno dovuto adottare l’uso delle barbatelle, ovvero l’impianto in vigna di Vitis Vinifera innestato su piede di viti americane.

 

vini sardegna

 

Così i vitigni sardi autoctoni più antichi sono sopravvissuti e sono arrivati a noi. Sul mercato oggi possiamo così trovare vini tipici sardi di eccellente qualità.

Non faremo un banale elenco vini sardi, ma ti spiegheremo nel dettaglio tutte le caratteristiche del pregiato vino sardo. Iniziamo! 🍷

 

Vino sardo e territorio

Se parliamo di vino rosso Sardegna vuol dire scoprire prima di tutto il re dei vini di Sardegna.

Porta infatti fama e onore alla regione il vino sardo DOC Cannonau, che prende il nome dall’omonimo vitigno coltivato soprattutto ad Ogliastra, nelle Baronie, nel Nuorese e nella Romangia.

Sempre fra le uve rosse, nuove riscoperte fra i vini di Sardegna sono il Carignano e il Bovale che stanno avendo un buon successo. Sono prodotti nella provincia di Oristano prevalentemente nei comuni di Terralba.

Nella storica Gallura tra i vini sardi famosi troviamo il Vermentino di Gallura DOCG e il Vermentino di Sardegna DOC. Dalle uve bianche Vermentino nasce un prodotto dal profumo di agrumi e frutta gialla di colore giallo paglierino.

In ultimo, il Nugarus di Cagliari DOC è un pregiato vino sardo prodotto tra Cagliari e Oristano.

Questa panoramica generale ai vini sardi famosi è solo l’inizio. Per scoprire di più sui vini della Sardegna continua a leggere l’articolo!

 

Vini sardi rossi

Fra i vini sardi rossi non posso non parlare nuovamente del Cannonanu di Sardegna DOC, poiché la sua produzione equivale ad un quinto della produzione totale dei vini sardi.

Interessante notare che localmente il Cannoau insieme ad altri vitigni corrispondono al nome di Grenache.

Studi hanno infatti dimostrato che queste varietà condividono importanti parti del corredo genetico. Hanno quindi caratteristiche simili come l’adattabilità ai climi caldi o miti e a territori diversi. Esprimono nel bicchiere eleganza, finezza affermando appieno il proprio terroir.

Il Cannonau di Sardegna DOC si ottiene dal 99% del vitigno Cannonau e deve avere almeno un anno di invecchiamento in botti di rovere o castagno. Un invecchiamento superiore a tre anni porta questi vini sardi rossi ad assumere la denominazione RISERVA.

 

sardegna vini

 

Esistono tre sottodenominazioni di questo vino rosso sardo (entrambe DOC):

  • Cannonau di Sardegna di Capo Serrato di cui le uve provengono dalla provincia di Cagliari
  • Cannonau di Sardegan Jerzu se le uve provengono dalla provincia di Nuoro-Ogliastra
  • Cannonau Nepente di Oliena, dal territorio di Oliena e Orgosolo (provincia di Nuoro)

Si tratta di un vino rosso sardo perfetto per accompagnare i piatti tipici a base di carne della tradizione sarda: selvaggina, arrosti e carni rosse ma anche gustose leccornie a base di maialino o cinghiale e formaggi stagionati.

In Sardegna vino è emozione. Proprio nella provincia nuorese a Mamoiada, cuore della coltivazione e produzione di questo vino sardo, potrai camminare tra i filari di uva Cannonau immergendoti dove tutto nasce: nella vigna!

Le esperienze di Italia Delight ti portano a conoscere la grande storia di questo pregiato vino sardo, da dove nasce a dove viene trasformato con la visita in cantina a Mamoiada, grazie al nostro esperto che, in questo caso, è lo stesso produttore.

  • Degusta i vini: Mamoiada in cantina
  • Mamoiada alla scoperta del Cannonau!
  • Tra i filari di uve Cannonau

Alla fine di ogni percorso un calice di Cannonau sarà lì ad attenderti!

 

vini sardi

 

In fatto di vini Sardegna vuol dire citare anche un’altra cultivar di questa zona: la Granatza o “Granazza”. Questa uva a bacca bianca è spesso confusa con la Vernaccia. Interessante per la sua spiccata acidità, viene utilizzata per tagliare il vino sardo famoso della zona: il Cannonau.

Ma per i vini rossi Sardegna non è solo Cannonau. Altri vini rossi sardi sono:

  • Alghero Rosso DOC, rosso rubino tendente al granato dall’odore vinoso e un buon corpo
  • Campidano di Terralba o Terralba DOC (Bovale Sardo e il Bovale di Spagna)
  • Monica di Sardegna o di Cagliari (entrambe DOC)
  • Cagnulari
  • Carignano del Dulcis DOC

 

Vini bianchi sardi

È doveroso dedicare qualche riga ai vini sardi bianchi.

Abbiamo già citato il Vermentino, uva semi-aromatica da cui si produce il Vermentino di Gallura DOCG. In Sardegna vini bianchi migliori forse non esistono per l’abbinamento a piatti di pesce, crostacei e frutti di mare che ne esaltano la sapidità e il sapore intenso e persistente.

La Vernaccia di Oristano è la varietà che nel 1971 diede vita alla prima DOC della Sardegna: la Vernaccia di Oristano DOC.

Questo vino della Sardegna viene ottenuto con una speciale tecnica ossidativa, tipica dello Jarez (o Sherry, vino liquoroso spagnolo) grazie a speciali lieviti (lieviti flor). È un vino sardo caldo e secco, che con gli anni è prodotto sempre meno. La superficie vitata da 1500 ettari negli anni Settanta è arrivata ad essere di soli 270 ettari nel 2019.

Il Moscato bianco è il vitigno aromatico che dà origine alla denominazione Cagliari DOC.
Grazie al suo carattere aromatico, è consigliato l’abbinamento a formaggi erborinati, stagionati ed a pasticceria secca. Un altro ottimo vino da fine pasto è la Malvasia di Bosa DOC, dalle uve anch’esse aromatiche.

Dall’omonimo vitigno autoctono sardo nasce il Nasco di Cagliari DOC. Dall’odore fruttato, floreale e muschiato tipico della varietà, il nome Nasco in sardo significa proprio muschio.

 

Vini tipici rosati e dolci

Importante citare le versioni rosate di tre vini sardi di cui ho parlato precedentemente:

  • Cannonau di Sardegna DOC Rosato – dal colore cerasuolo rosato e dal gusto armonico, è piacevole e sprigiona note persistenti di frutti rossi;
  • Alghero Rosato DOC – ottimo per l’aperitivo in abbinamento ad un tagliere di salumi e affettati misti, è un vino sardo dall’odore vinoso delicato e aromatico;
  • Carignano Rosato ha una colorazione meno intensa dei precedenti, ma al naso ha un profumo vinoso intenso.

Ancor di più dei vini sardi rosati, molte varietà già citate vengono vinificate per ottenere vini dolci. Dalla Malvasia di Bosa, vino sardo ambrato dai riflessi dorati, al Nasco di Cagliari di cui esistono diverse versioni (Dolce naturale, Secco, Liquoroso dolce naturale e Liquoroso secco).

Ti consiglio di degustare il Nasco di Cagliari Dolce naturale o secco con le sebadas, dolce tipico della tradizione sarda. Se ne vuoi sapere di più, leggi l’articolo che ho scritto sui dolci tipici sardi!

Il vino sardo liquoroso invece lo abbinerei ad un dolce con farcitura o guarnizioni di cacao.

 

vino sardo

 

Anche il Cannonau e l’Alghero vengono apprezzati nella versione dolce.

L’Alghero si può trovare bianco passito o rosso liquoroso. È un mix di diversi vitigni sardi autoctoni. Tra i bianchi: Sauvignon, orbato, Chardonnay e Vermentino; tra i rossi: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Cagnulari.

Per il vino Sardegna significa storia e fattori pedoclimatici unici. Questi hanno favorito l’affermarsi di un’importante tradizione vitivinicola, con tante eccellenze nate dal lavoro di piccole e medie aziende o di cooperative. La popolazione ha saputo ammodernarsi e fare proprie nuove tecniche dando vita a vini sardi che competono con i migliori al mondo.

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L’autore

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Nur Migahed
Laureata in Scienze e Culture Enogastronomiche presso l'Università Roma Tre. È appassionata di cucina, di vino e di viaggi. Ha conseguito il primo livello per Sommelier Fisar e prosegue gli studi per scoprire il mondo dell’enogastronomia e poterlo comunicare tramite la scrittura.

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