L’aria del primo mattino in Valle dei Laghi ha un profumo che non si dimentica. È la nebbia leggera, che scivola tra le vigne ancora umide, mentre i primi raggi del sole scaldano appena i filari. Ti soffermi a respirare profondamente e ti accorgi che nell’aria c’è qualcosa di più: una nota pungente, calda, ancestrale. È il sentore di vinacce che si trasforma in spirito, l’anima della grappa trentina che nasce proprio qui, tra montagne e specchi d’acqua. Se ti lasci guidare dalla curiosità e da una certa sete di storie autentiche, Santa Massenza ti accoglie come solo i paesi veri sanno fare: con aromi intensi, sapori sinceri e racconti sussurrati davanti a un bicchiere.
In questo angolo di Trentino non scopri solo come nasce la grappa artigianale, ma vivi sulla pelle il lavoro lento dei maestri distillatori. Insegui con l’olfatto le essenze che salgono dagli alambicchi in rame, ascolti il borbottio dei tini, assaggi con la punta della lingua ricordi di un territorio antico. Ti prometto che uscirai cambiato: con occhi nuovi per cogliere i dettagli e un palato più attento alle sfumature. Seguimi: ti porto a scoprire perché una degustazione a Santa Massenza è molto più di un semplice assaggio.
Immagina una mattina limpida sulle rive del piccolo lago di Santa Massenza. L’acqua è uno specchio azzurro incorniciato da pareti di roccia bruna e ulivi argentati; l’aria frizza, profuma già di mosto fresco e uva matura – soprattutto se capiti fra settembre e ottobre, quando la vendemmia è nel vivo. Nel silenzio rotto solo dal canto degli uccelli o dal rumore lieve delle barche dei pescatori, già si intuisce che qui succede qualcosa di speciale.
Le prime luci illuminano le facciate color miele delle case, molte delle quali celano nelle cantine gli antichi alambicchi a bagnomaria – un metodo tanto tradizionale quanto affascinante. Santa Massenza non è solo un paese: è un universo raccolto attorno a poche strade strette dove ogni famiglia ha avuto almeno una volta le mani nel mosto o nelle vinacce.
A pochi chilometri da Trento (circa 20 minuti in auto) e facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici dalla stazione centrale prendendo il bus per Vezzano (poi breve deviazione a piedi), questa località sembra fatta apposta per chi ama viaggiare lento. Io consiglio sempre di arrivarci verso sera o prima dell’alba per godersi la luce migliore sui vigneti e magari fermarsi a dormire in uno degli agriturismi locali immersi nel verde.
Quando aprono le porte gli artigiani del fuoco? Nelle distillerie storiche come Poli o Francesco Poli – nomi che qui tutti pronunciano quasi con rispetto – si entra spesso su appuntamento. Non troverai insegne sgargianti né vetrine moderne: basta bussare o prenotare per essere accolto da chi ancora segue ogni passaggio come una ritualità antica.
L’interno profuma subito di legno tostato e rame caldo; il pavimento scricchiola sotto ai passi mentre la luce filtra dalle finestrelle basse. Francesco mi racconta – col sorriso paziente di chi ha visto mille turisti spaesati – che la vera grappa si fa d’inverno, quando fuori gela e dentro gli alambicchi lavorano piano piano. Il processo è ipnotico: si caricano le vinacce fresche nell’alambicco a bagnomaria (qui nessuno usa il vapore diretto), poi parte la magia del distillato puro che scende goccia dopo goccia.
Se vuoi capire davvero cosa differenzia uno spirito artigianale da uno industriale basta guardare le mani del mastro distillatore mentre regola il fuoco sotto al rame o assaggia la prima goccia direttamente col dito. In molte distillerie puoi partecipare a tour guidati (prezzi intorno ai 20-30€ a persona) dove ti spiegano ogni dettaglio – ma soprattutto puoi chiedere tutto ciò che hai sempre voluto sapere sull’arte del distillare.
C’è un momento preciso in cui tutto diventa silenzio attorno: quando sollevi il bicchiere tulipano verso il naso e lasci risalire gli aromi intensi della grappa appena versata. Qui ogni produttore propone almeno tre assaggi diversi – dalla giovane trasparente fino alla barricata dorata oppure alle monovitigno come quella di Marzemino o Moscato Giallo.
I profumi sono netti: erba tagliata nei distillati giovani; pera cotta, frutta secca e spezie nelle versioni più mature. Senti anche note floreali sorprendenti se provi quella ottenuta dal Müller Thurgau locale! Il segreto? Portare sempre alla bocca piccole quantità, lasciando scivolare lenta la grappa sulle papille senza fretta.
Nelle visite guidate spesso abbinano piccole golosità tipiche: biscotti secchi speziati prodotti dai forni artigianali del borgo oppure pezzetti di cioccolato fondente locale (non perderti quello dell’Antica Cioccolateria Trentina). Rilassati su una panca in legno rustico mentre ascolti storie vere: come quella della nonna Maria che ancora oggi prepara crostate all’uva fragola per accompagnare la grappa dolce dopo cena.

C’è un evento che da solo vale il viaggio: “Note di Grappa”, la notte magica in cui le vie del paese si riempiono di musica dal vivo, bagliori d’alambicchi accesi ed effluvi pungenti nell’aria fredda d’inverno. Succede solitamente tra fine novembre e i primi giorni di dicembre – periodo ideale se vuoi vivere tutta l’atmosfera autentica senza calca da turismo estivo.
I produttori aprono le porte delle loro cantine fino a tardi; ogni cortile diventa palcoscenico improvvisato dove gruppi musicali locali suonano jazz e folk tra bottiglie allineate per la degustazione libera (in genere puoi acquistare carnet degustazione sui 25€ per giro completo). Nessuna etichetta rigida né formalità esasperate: qui tutti brindano insieme agli sconosciuti davanti ai camini accesi o ballano stretti sotto lanterne tremolanti appese ai muri antichi.
Se hai fortuna puoi assistere alla creazione live dei cocktail “inediti” preparati con base grappa dagli stessi giovani baristi del luogo – esperienze da non perdere! Un piccolo consiglio pratico? Porta sempre con te una giacca pesante perché le sere sono fredde; ma lascia spazio nello zaino per qualche bottiglia speciale acquistata direttamente dai produttori… difficile resistere!
Dopo aver esplorato le mille sfumature dello spirito trentino è impossibile non cedere alla tentazione della cucina locale. Sotto gli archi delle vecchie case trovi trattorie familiari dove gustare canederli fumanti allo speck oppure polenta morbida col formaggio Vezzena fuso (prezzi medi 15-20€ a piatto abbondante), magari annaffiando tutto con un calice dei vini autoctoni come Nosiola o Marzemino.
I veri intenditori sanno però che alcuni sapori sono piccole chicche riservate agli amici fidati dei ristoratori locali… Se hai voglia di sperimentare chiedi dell’“Arrosticino alla Grappa”: succulenti spiedini marinati nel distillato prima della cottura rapida sulla brace viva! Oppure prova lo strudel fatto in casa servito caldo insieme ad una micro-dose di grappa barricata versata sopra – perfetto quando fuori nevica leggero sui tetti scuri del borgo.
E poi ci sono i mercatini stagionali dove pescare prodotti incredibili da portarsi via: miele d’acacia prodotto sulle rive del lago; confetture fatte secondo ricette tramandate; bottiglie mignon decorate a mano ideali come regalo gourmet da riportare agli amici.
L’esperienza sarebbe incompleta senza una passeggiata fra le vigne terrazzate dove crescono uve destinate sia alla vinificazione sia alle celebri vinacce destinate agli alambicchi locali. Alcune aziende agricole offrono tour guidati all’aperto (mezza giornata sui 30-35€, prenotando prima), durante cui puoi infilarti letteralmente fra i filari insieme ai viticoltori esperti come Giorgio o la giovane Martina della famiglia Poli.
Lungo il sentiero respiri odore intenso d’erba calda quando passi vicino agli olivi centenari ancora carichi d’autunno; ascolti storie vere su annate particolari segnate dall’arrivo improvviso della grandine (“Nel ’99 abbiamo salvato tutto lavorando notte e giorno!” mi racconta Giorgio ridendo). Se sei fortunato capiterai anche durante una delle mini-feste contadine organizzate proprio nei mesi della raccolta dove si brinda tutti insieme seduti sull’erba fresca mangiando pane casereccio condito d’olio nuovo… magari con qualche risata regalata dal vino locale!

Ricapitolando? Arrivare è facile ma meglio avere la macchina se vuoi spostarti liberamente anche verso altri borghi limitrofi sparsi lungo la Strada dei Vini e dei Sapori del Trentino (cartelli marroni ben visibili sulla SS45bis). I periodi migliori sono ottobre-dicembre se ti interessa vedere gli alambicchi in funzione oppure primavera per passeggiate bucoliche fra prati fioriti ed eventi gastronomici minori.
E infine porta sempre con te qualche euro extra perché difficilmente riuscirai ad andartene senza almeno una bottiglia firmata dai maestri locali… Una volta tornato a casa sarà il tuo modo speciale per rivivere ogni emozione provata qui!
C’è qualcosa nella degustazione delle grappe artigianali trentine che resta addosso anche dopo giorni dal ritorno. Forse è l’aroma intenso che ritrovi aprendo lentamente quel tappo color ambra comprato proprio nella bottega sotto l’arco antico; forse è quell’attimo sospeso in cui hai ascoltato Francesca raccontarti sorridendo com’è cambiato negli anni il modo di produrre “lo spirito buono” del paese.
Sai cosa cambia davvero? Che ora riconosci nella semplicità quotidiana sentori nuovi lì dove prima c’era solo routine.
Ecco perché invito anche te – amico curioso del gusto vero – a lasciarti sorprendere dai piccoli riti nascosti dietro ogni bicchiere.
Hai già vissuto questa esperienza? Raccontamela nei commenti oppure condividi queste emozioni con chi ami viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda… La prossima volta brindiamo insieme qui sotto i monti azzurri!
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