Cosa vedere a Trapani, terra di sole e di…sale!
cose da vedere a trapani

Tra miti e conquiste nel cuore del mediterraneo, scopriamo insieme le migliori cose da vedere a Trapani e dintorni.

 

La Sicilia è un posto unico al mondo. Racchiude i suoi inestimabili tesori naturali con l’umiltà di chi non è per niente vanitoso. Chi l’ha conquistata nel tempo, ha lasciato in eredità le testimonianze del passato, che nel bene o nel male hanno forgiato il carattere di quest’isola. Trapani, città marinara nell’estremo occidente dell’isola, ha assistito al passaggio di varie popolazioni ed è stata teatro di numerose battaglie, dominando i mari circostanti.

I fondatori della città furono gli Elimi, che la sfruttavano come approdo per lo scambio di merci destinate alla sovrastante Erice. La prima Guerra Punica ebbe luogo nelle acque di Drépanon (dal greco falce), che fedele a Cartagine, fu nel tempo osteggiata dai Romani. Il suo sviluppo si ebbe sotto il dominio Arabo – Normanno e nel corso dell’anno mille, fu snodo importantissimo per le crociate. Dal breve dominio degli Angioini, Trapani passò sotto le reggenze degli Aragonesi e con Carlo V prese l’appellativo di “Chiave del Regno” delle Due Sicilie.

Oggi, Trapani si presenta al viaggiatore come uno scrigno di tesori, torri di vedetta che guardano il mare, chiese barocche, caratteristici Mulini da cui si estrae il sale, ma anche tanto mare e natura incontaminata, soprattutto nelle vicine Isole Egadi e nelle Riserve Naturali dei territori limitrofi.

I panorami lasciano letteralmente senza fiato, insieme all’immenso patrimonio enogastronomico che conquista lo stomaco e il cuore.

Partendo dal centro storico, potrai dedicarti alla visita della città in un’intera giornata o se hai più giorni a disposizione, puoi riservare del tempo per le isole e poi visitare le città vicine come Marsala, Erice o San Vito lo Capo.

 

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Visita Trapani in un giorno
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Trapani è una deliziosa cittadina il cui centro storico si snoda a partire dalla zona portuale. È visitabile a piedi in una giornata (ci sono numerosi parcheggi su strisce blu o parcheggi privati coperti). Sei pronto a scoprire i segreti di Trapani?

 

LE CHIESE

In questa città le chiese sono un patrimonio architettonico che meriterebbe di essere visitato per intero. Tra le più caratteristiche, il Duomo o Cattedrale di San Lorenzo, nata come Cappella dei Genovesi intorno all’anno mille, racchiude numerosi affreschi, sculture e una maestosa fonte battesimale. Tra le più vicine al mare, la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, custode dei diciotto Misteri, ovvero i gruppi scultorei che rappresentano la passione di Cristo e che vengono portati in processione durante la settimana santa. L’elaborato barocco domina nelle decorazioni degli interni di moltissime chiese, tra cui la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, la Chiesa dell’Immacolatella, la Chiesa e Monastero di S. Maria dell’Itria o nella chiesa di Santa Maria del Soccorso della Badia Nuova.

 

LA ZONA PORTUALE

Da qui, Trapani osserva le vicine Egadi e l’Isola della Colombaia, sulla quale si erge il Castello della Colombaia, conosciuto anche come Torre Peliade. Il suo antichissimo ruolo di fortezza lascia il posto al miglior esempio di architettura militare in Sicilia, ma è visitabile sono in certi periodi dell’anno. Su via Cristoforo Colombo, vicino al Molo dei Pescatori, si trova il Mercato del Pesce in cui il pescato della notte viene esposto al banco da pescatori che invogliano a comprare in un’animata cantilena in dialetto trapanese.

 

TORRE DI LIGNY

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Flickr, nadurnet – Torre di Ligny

 

Posta sulla passerella che fa da spartiacque tra il Mar di Sicilia e il Mediterraneo, la Torre di Ligny fu utilizzata nel tempo come torre di avvistamento e fatta costruire dal Viceré spagnolo Claude Lemoral I di Ligny. Oggi ospita il Museo Civico e oltre alle meraviglie che custodisce al suo interno, è una romantica cornice alle prime luci dell’alba o al tramonto.

 

LE MURA DI TRAMONTANA

Dal Viale delle Sirene si arriva alla Porta delle Botteghelle, un passaggio che dà accesso alla balneabile Spiaggia delle Mura di Tramontana. Da lì è possibile apprezzare a pieno le Mura di Tramontana, che partono dal Bastione Imperiale o di Sant’Anna al Bastione Conca. Carlo V fece costruire le mura per proteggere la città dagli assedi dei pirati turchi e successivamente, furono destinate a luogo di prigionia.

Proseguendo su questo tratto, ci si ritrova a Piazza Mercato del Pesce. La sua forma semicircolare è delimitata da archi a tutto sesto. Al centro, la Statua di Venere Anadiomene che fuoriesce dall’acqua. “A chiazza” è punto di ritrovo per i giovani e sede di eventi musicali ed enogastronomici.

 

PALAZZO SENATORIO E TORRE DELL’OROLOGIO

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Flickr, Werner Ustorf

 

Dalla Piazza del Mercato del Pesce, dirigendosi verso il centro storico da Via Torresana si giunge a Palazzo Senatorio o Cavarretta, che sorge sul sito della precedente Loggia dei Pisani. Accanto ad esso, si trova la Porta Oscura e il suo Orologio astronomico, progettato dal trapanese Giuseppe Mennella nel 1596, costituito dal quadrante del Sole e della Luna. A pochi passi da lì, una piazzetta accoglie la Fontana di Saturno e la Chiesa di Sant’Agostino, cappella dei cavalieri templari con un ampio rosone che sovrasta il portone in stile gotico.

 

MUSEI E VILLE

Per un po’ di ristoro, ti puoi recare a Villa Regina Margherita, un angolo verde adatto alla curiosità dei più piccoli. Alberi secolari, uccelli, pavoni e oche fanno da contorno a questo delizioso parco cittadino che accoglie anche manifestazioni e concerti. Nei pressi del Santuario della Madonna di Trapani, si trova il Museo Pepoli, al cui interno, oltre a numerose opere d’arte figurativa, sono custoditi preziosi gioielli in corallo, abiti del 1700, maioliche ed una bellissima pinacoteca.
La Salerniana Contemporary Art Museum e il Museo D’arte contemporanea San Rocco sono esempi di come l’arte continui ad essere attenta esploratrice del genio umano. I musei sono entrambi vocati ad opere di artisti contemporanei ed il Museo San Rocco aggiunge ad esse la bellezza del palazzo che lo ospita – che si affaccia sulla graziosa Piazza Lucatelli.

 

LE SALINE DI TRAPANI E PACECO

cosa vedere a trapani e dintorni
Pixabay 1ilariodamato

 

A pochi chilometri dal centro e raggiungibili in auto, le Saline di Trapani e Paceco, sono un punto di interesse storico importantissimo. L’estrazione del sale è stata il fulcro dell’economia trapanese e la sua storia è raccontata al Museo del Sale. La visita guidata alle saline è su prenotazione e vale la pena considerare almeno 2 ore da dedicare a questo magico posto (se sei amante della fotografia anche di più). L’occhio gode del paesaggio caratteristico creato dalle dune di sale e dalle vasche rosa: da lì puoi scorgere Torre Nubia, anch’essa vedetta di avvistamento del XVII secolo.

 

Trapani e dintorni: cosa vedere in un weekend
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I dintorni di Trapani sono ricchi di cittadine, borghi e panorami mozzafiato. Bisogna solo scegliere a quale versante dedicare più tempo, se si hanno pochi giorni a disposizione.

 

ERICE

Inserito tra i Borghi più belli d’Italia dal 2014, Erice è un piccolo centro medievale che troneggia sul Monte San Giuliano. È raggiungibile dal centro di Trapani in 10 minuti con una cabinovia panoramica sul golfo di Trapani ed è visitabile in mezza giornata. Da Porta Trapani, è possibile visitare il Real Duomo e la Torre di Re Federico. Tra le sue viuzze, piccoli negozi di artigianato che producono ceramiche e tappeti offrono la possibilità di fare acquisti. Vale la pena fermarsi per un pranzo o per gustare una genovese originale, direttamente prodotta da Maria Grammatico. La passeggiata in salita, passando per i quartieri spagnoli, conduce al Castello di Venere, costruito sui resti di un tempio dedicato alla dea e alle Torri del Balio. La vista da lassù è imperdibile!

Alle Pendici del Monte Erice si trova Pizzolungo, una località costiera con appena 800 residenti, nel golfo di Bonagia. Virgilio racconta che Enea approdò qui subito dopo la morte del padre Anchise. Oggi, la Stele Virgiliana nei pressi del litorale è un monumento in ricordo di questo racconto mitologico.

 

CUSTONACI

All’estremità orientale del golfo di Bonagia, Custonaci è famosa per i suoi marmi. Nel suo territorio ricade la Riserva Naturale del Monte Cofano, un geo-sito speleologico costellato dalle Grotte di Scurati (ben nove). Tra queste, la Grotta Mangiapane, con piccole casette in pietra e antichi oggetti esposti, in cui potersi ristorare con prodotti tipici locali. A Natale, la grotta viene allestita con il presepe vivente.

 

SAN VITO LO CAPO

san vito lo capo
Flickr, Maurizio Pilò.1 – San Vito Lo Capo

 

Tra le più note località balneari di tutta la Sicilia, San Vito lo Capo è la soluzione per qualsiasi tipo di vacanza estiva, che si tratti di settimane rilassanti o weekend dinamici. Il suo territorio è pervaso da spiagge meravigliose e panorami difficili da descrivere a parole. La cittadina si è sviluppata attorno al Santuario di San Vito Martire, visibile dalla spiaggia, e proprio al Santo dedica i festeggiamenti del 15 giugno, con giochi a mare e processioni. Le frazioni di Castelluzzo e Macari, celebre per l’omonima serie, vantano piccole spiaggette dalle acque limpide, tra cui Cala Calazza, la caletta del Bue Marino e Calampiso, oltre alle numerose calette appartenenti alla Riserva dello Zingaro.

 

CASTELLAMMARE DEL GOLFO E SCOPELLO

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Flickr, Giovanni Vacanti – Scopello

 

In continuità con la riserva, numerose cale ristorano i bagnanti, arrivando nel territorio di Scopello. In questa località, la natura regna sovrana: il suo nome, dal greco Scopelos, cioè scogli, preannuncia la presenza dei Faraglioni che lo caratterizzano, visibili dalla bellissima Tonnara. Il borgo ha pochi abitanti ma in passato gli insediamenti in questa zona sono stati fiorenti. Testimoni i ritrovamenti, nelle Baia di Guidaloca, di reperti risalenti addirittura al II secolo a.c..

A pochi chilometri da Scopello, Castellammare del Golfo, antico punto di approdo per lo scambio merci, fu fondato dagli arabi e poi ampliato dai Normanni. Il Castello a mare presente sul Golfo, è un’imponente struttura che oggi ospita il Museo Etno-Antropologico e sorveglia il golfo, sul quale poter passeggiare e cenare. Le mura cingono il paese, a cui si accede attraverso le suggestive Scalinate della Pace (che offrono uno scorcio sul mare meraviglioso). Il centro storico è ricco di luoghi di culto, e la Chiesa madre di Maria Santissima del Soccorso nel periodo estivo si anima insieme ai fedeli nei festeggiamenti di luglio e agosto. Da non perdere è il Belvedere sulla SS187, in direzione delle calette più belle come Cala Bianca, Cala Rossa, Cala Mazzo di Sciacca o Cala dell’ovo. Sul versante opposto, la spiaggia sabbiosa più grande è la Playa, costeggiata dal lungomare, dotata di tutti i confort e in cui potersi godere un aperitivo o una cena proprio sul mare.

 

SEGESTA

Culla di uno dei siti archeologici più belli della Sicilia, Segesta conserva gelosamente i resti dell’antica civiltà Elima e dei successivi afflussi Romani e Greci. Virgilio narra che fu fondata proprio da Enea e dai troiani ma, mitologia a parte, oggi si può apprezzare l’imponente Tempio Grande e le rovine del Teatro, che doveva contenere almeno 4000 persone, con visuale sul golfo di Castellammare. A 15 minuti, le Terme Segestane, delle sorgenti calde di acqua sulfurea, perfette nei periodi di giugno e settembre.

 

CASTELVETRANO E SELINUNTE

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Flickr, Gianluca Pirovano – Selinunte

 

Attraversando da nord a sud la parte occidentale dell’isola, ci si imbatte nella “Palmosa” Castelvetrano. Famosa per il suo olio estratto dalle drupe Nocellara del Belice, accompagnato spesso dal Pane nero tipico della zona. Nel suo centro storico è possibile apprezzare il passaggio delle varie dominazioni: l’influenza arabo-normanna è visibile nella Chiesa Madre Di Maria Santissima Assunta. Il dominio spagnolo della famiglia Aragona-Tagliavia lasciò in eredità la bellissima Chiesa di San Domenico. Su Via Garibaldi il Museo Civico Selinuntino raccoglie i reperti archeologici ritrovati in zona, tra cui l’Efebo di Selinunte. Nelle vicinanze, il Teatro Selinùs propone tutto l’anno spettacoli ed accoglie il pubblico con un ingresso che richiama l’antico tempio di Selinunte.

Bastano solo 10 minuti per raggiungere il vero sito archeologico di Selinunte, un tempo chiamata Selinùs (dal sedano selvatico che cresce nelle zone). Teatro di guerre con i cartaginesi, la città fu ricostruita e poi abbandonata nel I secolo a.C. a causa della Prima Guerra Punica. Oggi, una parte del tempio dorico dell’acropoli persiste eretta sovrastando le altre rovine e la necropoli. Si accede al parco da ovest, nella frazione di Triscina o da Marinella di Selinunte.

 

MAZARA DEL VALLO

mazara del vallo
Flickr, Andrea Guagni 1,9 Million – Mazara del Vallo

 

Attraversata dal Fiume Màzaro che sfocia nel Mediterraneo, Mazara del Vallo guarda la vicina Africa. Il suo centro storico ricorda il passato normanno della città, quando le mura difendevano dall’assedio degli stranieri. L’Arco Normanno è il simbolo di quel periodo storico, insieme alla Chiesa di San Nicolò Regale, una particolare costruzione a pianta quadrata sormontata da una cupola in stile arabo-normanno. Anche la Kasbah, quartiere tunisino del periodo arabo, richiama non solo l’architettura ma anche l’atmosfera del continente vicino, grazie alle vivaci decorazioni dei vicoli. Tra i più importanti luoghi di culto della città, la Basilica del Santissimo Salvatore, patrono insieme a San Vito. L’edificio è circondato da palme e si affaccia su Piazza della Repubblica. Al suo interno, la capillarità degli affreschi nei soffitti, lascia senza fiato. Lo stesso accade per la Chiesa di San Francesco, originariamente in stile arabo e poi modificata in stile barocco da Ruggero D’Altavilla.

Tra i musei da visitare, troviamo sicuramente il Museo del Satiro Danzante, che conserva la scultura in bronzo del satiro alta due metri e mezzo ed il Museo delle Miniature, in cui è possibile apprezzare i monumenti della città in miniatura. Le radici di questa città affondano nel mare, fonte di sostentamento per i Mazaresi. Andare al Mercato ittico di primo mattino, per recuperare un po’ di gambero rosso, ti farà capire la vera essenza di questo posto, tra abbanniate e profumi unici.

 

MARSALA

È la città che guarda la Libia o anche Lily baion, racchiusa in un quadrilatero delimitato il cui accesso avveniva da quattro antiche porte. Famosa per lo sbarco di Garibaldi e dei 1000 avvenuto l’11 maggio 1860. Il mercato antico di Marsala è il cuore pulsante della città: di giorno è possibile acquistarvi prodotti freschi, mentre la sera si trasforma in punto di ritrovo per i giovani che animano la piazza antistante il mercato.

Di particolare interesse è la Nave Punica, esemplare raro, custodito nel Museo Archeologico Baglio Anselmi, risalente al II secolo a.C.. Tra le aree archeologiche di interesse la necropoli di Capo Boeo e l’isola di Mozia, inserita all’interno della riserva naturale delle Isole dello Stagnone con annesse le Saline e Isola Lunga, da cui è possibile godersi il panorama dei mulini al tramonto.

La città è famosa per l’omonimo vino, reso dai Florio il vino da dolce più conosciuto dalla borghesia del ventesimo secolo. Fu John Woodhouse a sperimentarne la ricetta, e successivamente la famiglia Whitaker-Ingham e poi i Florio, mostrarono interesse fino alla creazione di un vero impero. Le cantine Florio sono attualmente visitabili grazie a tour di degustazione.

 

ISOLE EGADI

isole egadi
Flickr, jailbrek – Levanzo isole Egadi

 

Raggiungibili tramite aliscafo da Trapani e Marsala, sono un arcipelago incontaminato in cui la natura prevale. Favignana, Marettimo e Levanzo sono le maggiori e, tra la costa trapanese e Levanzo, è presente l’Isolotto Formica, in cui venne costruito la seconda tonnara delle Egadi. Al fine di preservare le bellezze naturalistiche e proteggere la fauna e la flora del territorio, è stata istituita l’Area Marina protetta delle Isole Egadi. Favignana è il centro più grande, ed è possibile visitarla in una giornata noleggiando uno scooter per potersi spostare velocemente tra le varie calette turchesi. A pochi passi dal porticciolo, è possibile osservare l’ex stabilimento Florio ed addentrandosi nel centro, anche il Villino di famiglia. Un posto poco frequentato dell’isola ma che merita molto è il Faro, dove potersi rilassare nell’adiacente spiaggetta e godersi il panorama. A Favignana è possibile fare charter di pesca sportiva.

La più selvaggia delle isole è Marettimo, adatta al trekking, mentre a Levanzo non puoi perderti le grotte con i geroglifici. Le isole sono visitabili in giornata tramite escursioni in barca, che ti permetteranno la sosta nelle calette più belle delle varie isole.

 

10 cose da non perdere:
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  1. La Torre di Ligny
  2. Le Mura di Tramontana
  3. L’orologio astronomico
  4. La cattedrale di San Lorenzo
  5. Le Saline di Trapani e Paceco
  6. Erice
  7. Il Mercato del Pesce di Marsala
  8. Le Cantine Florio
  9. La nave Punica e Mozia
  10. La riserva dello Zingaro

 

Cosa fare a Trapani, per tutti i gusti!
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SPIAGGE ED ESCURSIONI

da vedere a trapani
Pixabay – AntonioBenedetti

 

Oltre a visitare Trapani e le sue vivaci vie del centro, ci sono tante altre cose da fare. In primis, godersi il mare e la bellezza delle spiagge limitrofe. Vicina alla città, la Spiaggia di San Giuliano e la Spiaggia delle Mura di Tramontana. Più a sud, la particolare Spiaggia della Torre di San Teodoro, in cui l’acqua bassissima ricopre quasi per intero la sabbia asciutta – il consiglio è di andare in spiaggia con lo stretto necessario.

Ancora più a sud, si passa dalla selvaggia Capo Feto alla Tonnarella di Mazara del Vallo. Proseguendo, sulla costa che si affaccia sul mediterraneo, le spiagge dorate di Triscina, Tre Fontane e Marinella di Selinunte, offrono tutti i comfort e un mare da sogno.

Sul versante opposto, bagnate dal Tirreno, Cala Calazza, le spiagge di Macari – celebre per l’omonima serie, e la caletta del Bue Marino. Immancabile è la visita alla Tonnara di Scopello e ai faraglioni.

Per gli amanti delle camminate, ci sono numerosi percorsi a piedi o di trekking che uniscono mare e montagna. Tra questi la Riserva Naturale del Monte Cofano, in cui il percorso a piedi dalla Baia del Cornino permette di costeggiare tutto il promontorio vistando la panoramica Torre San Giovanni, fino alla Tonnara del Cofano. Poco più avanti, la Spiaggia degli Agliareddi è un vero e proprio paradiso naturale.

Non molto lontano da lì, la Riserva dello Zingaro è un vero e proprio paradiso: muniti di zainetto, acqua, telo mare e cibo al sacco, ci si incammina tra panorami spettacolari per poi avventurarsi nelle calette a strapiombo sul mare. Il percorso è lungo circa 6 km e parte sia da Scopello che dall’opposto ingresso nord.

Per chi non se la sentisse di camminare sotto il sole, l’alternativa per non perdersi questi tesori è fare un’escursione in barca, da soli o con uno skipper. Il noleggio può essere effettuato a Castellammare o a San Vito lo Capo. È possibile dedicarsi anche alle immersioni subacquee, soprattutto nelle isole Egadi.

Gli sportivi e amanti degli sporti acquatici sceglieranno Trapani per la possibilità di fare Kite Surf, soprattutto nella laguna dello Stagnone. Nella Baia di Cornino è possibile fare Kayak. Per le immersioni, l’arcipelago delle Egadi mette a disposizione il suo incantato ambiente marino. C’è spazio anche per gli appassionati dell’altezza che potranno praticare il climbing sulle pareti del territorio di San Vito tra cui la Falesia.

Ovviamente, se si hanno a disposizione più giorni, è quasi obbligatorio dedicare qualche giornata alle isole Egadi, quindi Favignana, Levanzo e Marettimo.

Un’ultima cosa da fare, non per importanza, è senza dubbio recarsi alle Saline, sia nella Riserva Naturale Orientata “Saline di Trapani e Paceco”, sia nella Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala. Si può partecipare a tour guidati e in estate si può assistere alla raccolta del sale da surreali vasche rosa (in barattolini da viaggio, il sale è un souvenir perfetto). Recati ai mulini al tramonto e concediti un aperitivo. Sarà un momento magico!

Se le giornate dovessero essere piovose, ci si può recare, anche per la gioia dei più piccoli, al Museum of Optical Illusions di Trapani e lasciarsi trasportare dallo stupore delle varie stanze che creano delle illusioni ottiche davvero divertenti. Per i wine lovers, una visita alle cantine di Marsala è tappa obbligata, con o senza pioggia!

 

ENOGASTRONOMIA

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Flickr, Lorenzo Blangiardi – pane cunsatu

 

Il territorio del Trapanese, come il resto dell’isola, regala prodotti dalle caratteristiche uniche. Con ingredienti di base di altissima qualità e valore storico, i piatti della cucina trapanese rivelano la loro essenza nella semplicità.

Partendo dai chicchi di grani antichi ancor oggi coltivati: il Perciasacchi, il Nivuru, il Russello o la Tumminia, dopo macinazione a pietra, vengono trasformati nel più genuino pane, come il pane Nero di Castelvetrano o il semplice “pane cunsatu”, che al suo interno accoglie pomodoro, origano, primo sale, acciughe e l’immancabile olio extravergine. Dal grano, una delle ricette più celebri del Mediterraneo è il Cous Cous, o cuscusu, che riprende le tradizioni del vicino continente africano.

L’aglio rosso di Nubia (Presidio Slow Food) e il gambero rosso di Mazara del Vallo, con una sfumatura di vino bianco locale, creano il connubio perfetto per un piatto di busiate (pasta che prende la sua forma dalla “busa”, il ferro con cui si lavora la lana), celebrata alla sagra della Busiata di Salemi. Un altro modo di gustare questo formato di pasta è il più conosciuto Pesto alla Trapanese, con aglio, mandorle, pomodoro e basilico.

Sulle tavole non manca il vino: per accompagnare il pesce, si predilige il bianco, tra cui spicca l’Alcamo DOC. Come spalla al dolce, c’è l’imbarazzo della scelta tra il Marsala, il Moscato e il Passito di Pantelleria.

Oltre la terra, il mare, che per secoli ha sfamato la gente del luogo e che in tempi più recenti ha visto il tonno come grande protagonista dell’industria conserviera avviata dai Florio. E dal mare, il sale, l’oro bianco del Mediterraneo, preziosissimo per i Fenici e oggi prodotto IGP.

La tradizione dolciaria si avvale della ricotta dolce per farcire il Cannolo di Dattilo Gigante, la Graffa (una pasta lievita ripiena di ricotta dolce e fritta) e anche le buonissime Genovesi di Erice, che esistono nella variante ripiena di zucca dolce e gocce di cioccolato.

 

Eventi nel trapanese
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A Trapani, durante la Settimana Santa, la Processione dei Misteri anima da tempi antichissimi le vie del centro, con un tipico “annacamento” che si protrae dal Venerdì Santo fino al mezzogiorno di sabato. I Misteri vengono portati a spalla dai Massari che seguono il tempo dettato dalle bande musicali.

Nella vicina San Vito lo Capo, numerosi Festival accontentano i gusti di tutti, dalla cucina, alla musica, allo sport. Nella terza settimana di settembre si svolge uno degli eventi enogastronomici più importanti dell’isola: il Cous Cous fest, interamente dedicato a questa tradizione culinaria che si arricchisce di concerti con artisti del panorama nazionale, show cooking e passeggiate che partono da Piazza Santuario, degustazioni presso le Case del Cous tra ricette a base di pesce, carne e vegetariane e infine la competizione per il Master Cous Cous Mondiale. È un evento da non perdere!

A fine maggio, per Festival internazionale degli aquiloni, i cieli di San Vito lo Capo si colorano di svolazzanti aquiloni dalle forme più disparate. Un’occasione di puro divertimento per bambini e adulti. Ma non è l’unica: ad ottobre, per il San Vito Climbing Festival, appassionati e professionisti di arrampicata potranno scalare le 1000 vie chiodate sulle pareti scoscese del Monte Monaco. Anche i più piccoli potranno partecipare su torrette d’arrampicata allestite in centro.

Anche Castellammare del Golfo si anima di mistiche processioni e cortei. Il 19 Maggio, in onore di Santa Rita, sfilano per le strade del centro sbandieratori, figuranti, musicanti, per ricreare il contesto storico in cui visse la Santa. Il 13 luglio, invece, si svolge la processione della Madonna del Soccorso che salvò gli abitanti da un’aspra battaglia navale tra spagnoli e inglesi nel 1718.

Non mancano gli appuntamenti musicali, prevalentemente estivi, organizzati nella suggestiva location del Parco Archeologico di Selinunte, in cui artisti internazionali richiamano i giovanissimi e fanno vibrare di nuova vita le antiche rovine.

 

Arrivare a Trapani
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trapani cosa vedere
Pixabay, MemoryCatcher

 

Trapani è raggiungibile in aereo o in nave: il piccolo aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani Birgi è a soli 19 km dal centro, ed è collegato tramite i bus anche a Palermo, Marsala ed Agrigento. L’alternativa è l’aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino, collegato a Trapani da un servizio bus privato.

Sia l’autostazione che la stazione ferroviaria si trovano a pochi metri dal porto di Trapani, e da lì puoi spostarti nelle cittadine vicine come Marsala (a soli 30 minuti di treno) o Mazara del Vallo. La rete ferroviaria dell’isola non è capillare, per cui la scelta più comoda è noleggiare un’auto all’aeroporto e muoversi in autonomia. In auto, si raggiunge Trapani da Palermo sulla A29 oppure da Mazara del Vallo dalla SS115.

Dal porto, nei pressi del centro storico della città, ci si può imbarcare per le isole Egadi (in aliscafo) o Pantelleria. Il collegamento in nave con tratte più lontane si ha con Cagliari, Tunisi, Napoli o Livorno.

Non ti resta che selezionare cosa vedere a Trapani e dintorni, mettere il costume in valigia e partire per l’Isola più grande del Mediterraneo. 🏖😎

Ti auguro buon viaggio in Sicilia! 😉

 

L’autore

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Emmanuela Governali
Sicilianissima amante del cibo da 29 anni e laureanda in Scienze e Cultura della Gastronomia a Padova. Vivo in provincia di Palermo e scrivo cercando di comunicare il valore emozionale di ciò che ruota attorno alla tavola. Storia e tradizione sono la chiave per interpretare luoghi, pietanze e persone e io amo catturarne i dettagli con parole e scatti: ad ispirarmi sono i ricordi della cucina di famiglia.

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