Oasi WWF in Italia: dove la natura è protetta e visitabile

Oasi WWF in Italia: dove la natura è protetta e visitabile

L’Italia ha oltre 100 Oasi WWF distribuite in tutte le regioni — riserve naturali dove flora e fauna sono protette e dove i visitatori possono osservare animali selvatici, fare birdwatching, camminare tra boschi millenari e scoprire ecosistemi unici. Ecco le più belle e accessibili.

Oasi di Orbetello, Toscana

La laguna tra il Monte Argentario e la terraferma ospita la più grande colonia di fenicotteri rosa della Toscana — fino a 500 esemplari visibili tutto l’anno. I capanni di osservazione lungo i sentieri permettono di avvicinarsi senza disturbare: oltre ai fenicotteri si vedono cavalieri d’Italia, spatole, aironi cenerini e il falco pescatore (reintrodotto con successo dal 2006 — una delle poche coppie nidificanti in Italia). Il percorso ad anello (3 km, 1,5 ore, pianeggiante) è adatto a tutti. Binocolo indispensabile. Biglietto: 7 euro. Aperta settembre-aprile (chiusa in estate per la nidificazione). Da Grosseto: 40 km. Da Roma: 150 km.

Oasi di Alviano, Umbria

Nella media Valle del Tevere, un’ex palude bonificata negli anni ’60 è stata restituita alla natura dal WWF nel 1990. Oggi è il sito di birdwatching più importante dell’Umbria: 200+ specie osservate, tra cui la gru (in migrazione, novembre e marzo), l’airone bianco maggiore, il martin pescatore e la nitticora. 6 capanni di osservazione lungo 4 km di sentiero pianeggiante su passerelle di legno tra canneti e specchi d’acqua. La nebbia mattutina autunnale con gli aironi che emergono è uno spettacolo. Biglietto: 5 euro. Da Orvieto: 20 km. Da Todi: 25 km. Aperta tutto l’anno.

Oasi di Morigerati, Campania

Nel cuore del Cilento, una grotta carsica dove il fiume Bussento scompare sottoterra e riemerge 4 km più avanti — un fenomeno geologico spettacolare. Il percorso guidato (1 ora, 6 euro) scende nella gola attraverso un bosco di lecci e felci fino alla risorgenza del fiume nella grotta — l’acqua turchese che esce dalla roccia nel buio è impressionante. La lontra (rarissima in Italia — meno di 1.000 esemplari) vive nel Bussento ed è stata avvistata nell’oasi. Il borgo di Morigerati (700 abitanti, 300 m) sovrasta la gola. Da Salerno: 140 km. Da Sapri: 40 km.

Oasi di Torre Salsa, Sicilia

Tra Agrigento e Ribera, 6 km di costa selvaggia con dune, scogliere di marna bianca (simili alla Scala dei Turchi), macchia mediterranea e una spiaggia deserta anche in agosto. La tartaruga Caretta caretta nidifica qui (i volontari WWF sorvegliano i nidi da giugno a settembre). Non ci sono stabilimenti, non ci sono strade asfaltate — si parcheggia e si cammina 15-20 minuti sulla sterrata. L’acqua è cristallina, il silenzio è assoluto. Accesso libero, nessun servizio — portare tutto. Dalle dune più alte: vista sulla Valle dei Templi. Da Agrigento: 30 km.

Oasi Lipu di Massaciuccoli, Toscana

Il Lago di Massaciuccoli (vicino a Torre del Lago Puccini — il compositore visse sulla riva e si ispirò ai suoni della palude) è un’oasi con passerelle sopraelevate nel canneto dove i bambini possono fare birdwatching facile: capanni con cannocchiali puntati su aironi, garzette, tarabusi e, in stagione, fenicotteri. L’escursione in barca nel lago (10 euro, 1 ora) porta tra le ninfee e i nidi. Il centro visite ha un’area didattica per famiglie. Biglietto: 5 euro (bambini 3 euro). Da Viareggio: 5 km. Da Lucca: 20 km.

Oasi di Persano, Campania

Nella Piana del Sele (Salerno), lungo il fiume Sele, la più grande popolazione italiana di lontra vive protetta in questa oasi di 110 ettari. Le lontre sono notturne e difficili da vedere, ma all’alba e al tramonto (con pazienza e binocolo) gli avvistamenti sono possibili dai capanni. L’oasi ospita anche il tuffetto, il germano reale e il martin pescatore. Il bosco ripariale con pioppi e salici lungo il fiume è bellissimo in autunno. Visite guidate: sabato e domenica mattina, prenotazione obbligatoria (5 euro). Da Salerno: 40 km. Da Paestum: 15 km.

Oasi del Lago di Burano, Toscana

La prima oasi WWF d’Italia (1966): una laguna costiera al confine tra Toscana e Lazio dove svernano migliaia di uccelli migratori — oche selvatiche, morette, fistioni turchi e il raro tarabuso. Le passerelle nel canneto portano ai capanni di osservazione con vista sulla laguna e sul Tombolo della Giannella. In inverno (gennaio-febbraio) la concentrazione di uccelli è massima. Il centro visite nella torre medievale sulla riva è un punto panoramico. Biglietto: 5 euro. Da Orbetello: 15 km. Da Capalbio: 5 km. Aperta settembre-maggio.

Oasi Astroni, Napoli (Campania)

Un vulcano spento dentro la città di Napoli: il cratere degli Astroni (3 km di diametro, 250 m di profondità) è ricoperto da un bosco termofilo con querce, castagni e 3 laghi. All’interno vivono volpi, tassi, cinghiali e il picchio rosso maggiore. Fu riserva di caccia dei Borbone (dal 1583) e oasi WWF dal 1987. I sentieri nel cratere (3-6 km, facili) attraversano il bosco fino ai laghi. L’atmosfera è surreale — si è in un vulcano dentro una metropoli. Biglietto: 5 euro. Da Napoli centro: 10 km (Tangenziale, uscita Agnano). Aperta tutto l’anno, weekend.

Consigli per visitare le oasi

  • Binocolo: indispensabile per il birdwatching. Un 8×42 è il formato ideale (luminoso, leggero)
  • Silenzio: gli animali selvatici fuggono al rumore. Parlare piano, non correre, spegnere il telefono
  • Calendrier: alba e tramonto sono i momenti migliori per gli avvistamenti — arrivare prima dell’apertura
  • Stagione: autunno-inverno per gli uccelli migratori; primavera per la fioritura e la nidificazione; estate per le tartarughe marine
  • Abbigliamento: colori neutri (verde, marrone, grigio) — niente colori vivaci che spaventano la fauna
  • App: Merlin (Cornell Lab) identifica gli uccelli dalla foto o dal canto — gratuita

Per visitare le oasi WWF, prenota un hotel nelle vicinanze. Un’auto a noleggio è indispensabile — le oasi sono in zone rurali. Le randonnées guidées naturalistiche con guide WWF sono il modo migliore per avvistare la fauna.

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