Lo street food estivo italiano: dal supplì romano alla piadina romagnola 2025
Oltre ai classici supplì, arancini e piadina, lo street food italiano ha specialità regionali meno conosciute ma altrettanto irresistibili. Ecco una seconda carrellata di cibi da strada, dai vicoli di Palermo alle piazze del Veneto.
Panino con la milza (Pani ca meusa), Palermo
Il re dello street food palermitano: pane morbido (vastedda) farcito con milza e polmone di vitello bolliti e poi fritti nello strutto. Si serve “schietto” (semplice, con limone) o “maritato” (sposato — con ricotta e caciocavallo grattugiato). Il sapore è ricco, ferroso, sorprendentemente buono anche per chi è scettico. I migliori: Nni Franco U Vastiddaru (Piazza Marina, dal 1834), Porta Carbone (Mercato della Vucciria). Costo: 3-4 euro. È il panino dei lavoratori del porto — si mangia alle 10:00 del mattino.
Sgagliozze, Bari (Puglia)
Triangoli di polenta fritta, croccanti fuori e morbidi dentro, serviti caldi in un cartoccio di carta. La polenta (farina di mais + acqua + sale) viene versata su un piano, fatta raffreddare, tagliata a triangoli e fritta in olio bollente. Si vendono ai banchi ambulanti di Bari Vecchia a 1-2 euro per 5-6 pezzi — lo snack dei baresi prima dell’aperitivo. La versione moderna: sgagliozze con crema di cime di rapa sopra. Si trovano anche a Lecce e Taranto.
Puccia salentina, Puglia
Pane tondo e piatto (simile alla pita), cotto nel forno a legna e farcito al momento con ingredienti locali: capocollo, ricotta forte (formaggio cremoso piccante), verdure grigliate, pomodori secchi, olive nere. La pucceria è il format gastronomico del Salento — locali dedicati esclusivamente alla puccia farcita. Le migliori: La Puccia (Lecce), PucciaMia (Gallipoli). Costo: 4-6 euro. È il pranzo veloce estivo perfetto — sostanzioso ma non pesante.
Crescentina (Tigella), Emilia-Romagna
Pane rotondo e piatto cotto tra due piastre di terracotta (tigelle), farcito con lardo pestato (cunza — lardo di maiale con aglio e rosmarino), salumi emiliani (prosciutto, mortadella, coppa) e formaggi (squacquerone, Parmigiano). La crescentina è il piatto dell’Appennino modenese e bolognese — si mangia nelle tigellerie e nelle sagre di montagna. A Bologna: La Tigelleria Bolognese, Tigelle Belle. Costo: 6-8 euro per 2-3 tigelle farcite con tagliere misto. Si accompagna con lambrusco frizzante.
Cuoppo napoletano, Napoli
Un cartoccio di carta (cuoppo = coppo, cono) riempito di frittura mista: crocché di patate (cazzilli), zeppole salate (ciambelle di pasta lievitata), frittatine di pasta, arancini piccoli, fiori di zucca, melanzane e — nella versione di mare — gamberetti, calamari e alici. Si mangia passeggiando per i Quartieri Spagnoli o Spaccanapoli. I migliori: Friggitoria Fiorenzano (Piazza Montecalvario), Di Matteo (Via dei Tribunali — la pizzeria di Clinton). Costo: 4-7 euro. Scottano — aspettare 2 minuti prima di mordere.
Cicchetti, Venezia
Gli stuzzichini veneziani serviti nei bacari (osterie tradizionali) con un’ombra (bicchiere piccolo) di vino: baccalà mantecato su crostino, sarde in saor (marinate con cipolle, uvetta e pinoli), polpette di carne, mozzarella in carrozza, folpetti (polipetti bolliti). Il giro di bacari (bar crawl veneziano) è il rito dell’aperitivo: 3-4 bacari, 2-3 cicchetti e 1 ombra in ognuno. Costo: 1,50-3 euro per cicchetto, 2-3 euro per ombra. I migliori: All’Arco (Rialto), Cantina Do Spade, Osteria Al Portego. Zona: tra Rialto e Campo Santa Margherita.
Sciatt, Valtellina (Lombardia)
Frittelle di grano saraceno ripiene di Casera DOP fuso — croccanti fuori, filanti dentro. Il nome significa “rospo” in dialetto valtellinese — per la forma irregolare e bitorzoluta. Si servono su un letto di insalata di cicoria amara con aceto — il contrasto tra il dolce del formaggio fuso, il croccante della frittella e l’amaro della cicoria è perfetto. Si trovano in tutte le trattorie della Valtellina e nei rifugi. Costo: 8-10 euro per porzione (5-6 pezzi). Si accompagnano con Sforzato di Valtellina (rosso potente).
Cartoccio di frutti di mare, Puglia
Il crudo di mare pugliese servito da passeggio: un cartoccio con ricci di mare aperti al momento, gamberi crudi, ostriche di Taranto, cozze crude e polpo tagliato. Si trova nei mercati del pesce di Bari (Mercato del Pesce di Santa Scolastica), Gallipoli e Taranto. Costo: 8-15 euro a seconda del contenuto. È lo street food di mare più lussuoso d’Italia — fresco, elementare, perfetto. Da mangiare guardando il mare con un bicchiere di Verdeca bianco.
Dove fare un tour dello street food
- Palermo: il tour completo (pane con la milza, arancina, panelle, stigghiola, sfincione) in 2 ore tra Ballarò e la Vucciria — 15-20 euro totali
- Nápoles: pizza a portafoglio (2 euro), cuoppo fritto, sfogliatella — percorso Spaccanapoli-Quartieri Spagnoli, 10-15 euro
- Venecia: giro di bacari tra Rialto e Dorsoduro — 4-5 bacari, 20-25 euro con vino
- Roma: supplì, trapizzino, pizza al taglio, grattachecca — percorso Testaccio-Trastevere, 15-20 euro
Per un tour dello street food, cerca un volo per la città scelta e prenota un alloggio nel centro storico. Le esperienze guidate gastronomiche includono tour dello street food con guide locali che conoscono i banchi migliori e le storie dietro ogni piatto.